Dichiarazione dei redditi, come comportarsi con le criptovalute? Novità e scadenze

Come inserire le criptovalute nella dichiarazione dei redditi? Ecco le novità in merito e le scadenze da rispettare.

Criptovalute
Criptovalute – oipamagazine.it

Nella Legge di Bilancio del governo Meloni, pubblicata il 29 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale di entrata in vigore il 1° gennaio 2023, si delinea una questione abbastanza complessa: come inserire le criptovalute all’interno della propria dichiarazione dei redditi. Scopriamo insieme tutte le novità in merito a questo spinoso argomento.

Cosa sono le criptovalute

Da quando sono state introdotte le criptovalute è stato necessario provare a definire la modalità attraverso la quale inserire questo tipo di moneta all’interno delle dichiarazioni dei redditi, al fine di definire le eventuali tasse da pagare da parte dei possessori di questa specifica moneta elettronica.

Bitcoin
Bitcoin – oipamagazine.it

Nello specifico, in cosa consiste una criptovaluta? Per cripto-attività si intende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti o memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga“: questa è la definizione che dà il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, detto altrimenti TUIR.

Tale tipologia di redditi, dunque, sono da inserire tra i redditi diversi, dove finiscono le plusvalenze e i proventi di soggetti che non sono imprenditorimediante rimborso, cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività“.

Obblighi e scadenze

I possessori di criptovalute devono comunicare all’Agenzia delle Entrate le proprie criptovalute, sulle quali, d’altronde, è effettuato un monitoraggio fiscale.

La normativa prevede l’inclusione delle cripto-attività tra le attività da includere nel quadro RW del modello della dichiarazione dei redditi.

Il valore da indicare è il costo d’acquisto, salvo altre precisazioni dell’Agenzia delle Entrate. La scadenza prevista dalla legge, in merito all’invio del quadro RW, è fissata al 30 novembre 2023.

Cos’è il ravvedimento operoso

La legge è intervenuta anche per quel che concerne la regolarizzazione della cripto-attività, attuata negli anni precedenti.

Secondo quanto previsto, dunque, dalla Legge di Bilancio 2023 del governo Meloni, i soggetti interessati possono fruire di una procedura che permette loro di regolarizzare la attività legate alle criptovalute degli anni precedenti.

Moneta bitcoin
Moneta Bitcoin – oipamagazine.it

In sostanza, chi ha posseduto criptovalute tra il 2018 e il 2021 e non ha comunicato all’Agenzia delle Entrate potrà avvalersi della procedura di regolarizzazione delle proprie posizioni, mediante il ravvedimento operoso.

La regolarizzazione permette, dunque, di andare incontro a sanzioni, al di là della presenza o meno di eventuali plusvalenze. Nel quadro RW, dunque, va inserito il valore delle criptovalute possedute per ogni anno di riferimento. Bisogna, poi, versare la sanzione per omessa dichiarazione che ammonta allo 0,5% del valore delle attività che, nei fatti, non sono state dichiarate.

Si pagherà, invece, una imposta sostituiva del 3,5% del valore delle attività possedute, qualora si siano realizzati redditi nel periodo di imposta di riferimento. In tal modo, si regolarizzerà, per intero, la propria posizione.

Impostazioni privacy