Partita IVA o prestazione occasionale, cosa cambia e quale scegliere

Aprire Partita IVA o optare per la prestazione occasionale: cosa dice la normativa a tale proposito? Scopriamo quali sono le novità e quale scegliere.

Soldi Partita IVA
Soldi Partita IVA – oipamagazine.it

Sempre più giovani e meno giovani decidono di mettersi in proprio e di iniziare a lavorare in autonomia. Avviare una nuova attività significa sopportare il rischio imprenditoriale, condividere le opportunità di business e sostenere i costi. Il nostro ordinamento giuridico offre tantissime opportunità e opzioni che devono essere valutate caso per caso.

Ogni soluzione comporta la presa in considerazione del quadro normativo e degli aspetti tributari e contributivi. Un freelance che effettua una prestazione professionale ad un committente può collaborare con la prestazione occasionale o aprire Partita IVA? È la domanda ed il dubbio che sorge a molti professionisti che lavorano in autonomia senza alcun vincolo di subordinazione. Quale conviene tra prestazione occasionale o Partita IVA? Quali sono le differenze ed i costi? Facciamo chiarezza in merito, tenendo debitamente conto anche delle novità previste dalla normativa vigente.

Prestazione occasionale o Partita IVA: quale scegliere?

Il contratto di prestazione occasionale è un accordo siglato tra committente e freelancer mediante il quale l’utilizzatore acquisisce ed usufruisce di prestazioni professionali saltuarie, entro determinate soglie. I committenti che possono ricorrere ai freelancer con prestazione occasionale sono: la PA, i professionisti, gli imprenditori, le imprese agricole, le fondazioni, le associazioni, le aziende alberghiere e quelle del turismo.

prestazione occasionale
prestazione occasionale – Oipamagazine.it

Per avviare un’attività da lavoratore autonomo è possibile valutare l’apertura della Partita IVA: artigiani, commercianti e ditte individuali sono obbligati ad aprire la Partita IVA e ad adempiere agli obblighi fiscali e contributivi. Per procedere all’apertura della P.Iva è necessario inviare la comunicazione di inizio attività entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.

A differenza della prestazione occasionale, essere titolare di Partita IVA comporta il sostenimento di determinati costi, che devono essere valutati prima dell’apertura. Questa seconda opzione deve essere valutata attentamente dai freelancer che lavorano con la prestazione occasionale.

Le novità per chi lavora con la prestazione occasionale

Con la Legge di Bilancio 2023 sono state introdotte interessanti novità chiarite dall’INPS con la pubblicazione della Circolare n. 6 del 19 gennaio 2023. Sono stati stabiliti nuovi limiti economici per il compenso maturato con cadenza annuale. Il nuovo limite per il compenso annuo è salito da 5mila a 10mila euro.

La normativa ha aumentato a dieci la soglia massima di lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato sopra la quale non è consentito l’accesso al contratto di prestazione occasionale. Tale soglia si applica anche alle imprese del comparto turistico e alle discoteche ed alle sale da ballo.

Le imprese agricole non possono ricorrere all’utilizzo del contratto di prestazione occasionale. Per acquisire questa tipologia di prestazione, il committente ha due modalità da valutare: il contratto di prestazione occasionale ed il Libretto Famiglia.

Partita IVA, quando conviene aprirla?

Per capire se conviene aprire la Partita IVA è necessario valutare la tipologia di attività che si vuole espletare.

Nel caso in cui si operi con la prestazione occasionale e si ecceda il nuovo limite pari a 10mila euro, è fortemente consigliato aprire la Partita IVA.

Se l’attività si espleta con professionalità, con una certa organizzazione imprenditoriale e con una certa frequenza, allora è necessario aprire la P.IVA e onorare tutti gli adempimenti normativi, fiscali e contributivi previsti dall’ordinamento.

partita iva ade
partita iva ade – Oipamagazine.it

Partita IVA: quali sono gli adempimenti tributari e contributivi da onorare?

Tutti coloro che aprono la Partita IVA devono onorare gli adempimenti tributari e contributivi. Ciò implica che si deve provvedere al versamento delle tasse e dei contributi all’Inps o alla Cassa previdenziale di competenza.

Tra i costi fissi da considerare ci sono i costi del commercialista, i contributi da versare e le tasse. Il migliore regime fiscale da valutare, specie per un giovane, è il regime forfettario che prevede l’esenzione IVA e l’applicazione di una tassazione pari al 15% e al 5% (per le start up) rispetto all’Irpef.

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