Addio segreto salariale, nuova direttiva: puoi conoscere lo stipendio dei colleghi

Conoscere le buste paga dei propri colleghi non sarà più reato in quanto poche ore fa è caduto il segreto salariale. Scopriamo insieme su che cosa si basa la nuova direttiva.

Inail
Inail – oipamagazine.it

In Europa la questione degli stipendi è piuttosto delicata, in quanto molto spesso si notano delle grandi divergenze fra colleghi. Le disparità si verificano sia nei confronti delle donne che in quelli dei giovani, in quanto molto spesso sono proprio questi a percepire meno del dovuto. Secondo quanto disposto dalla Legge, infatti, fino a poco tempo fa era impensabile chiedere ad un collega quanto guadagnasse. Ora, invece, si parla di decadimento del segreto salariale, in quanto conoscere e visionare la busta paga dei propri colleghi non è più da considerarsi un reato. Ecco dunque tutte le novità in materia.

La disparità in Italia: ecco chi ci rimette in termini di stipendio

Spesso sentiamo frasi fatte come “La legge è uguale per tutti” anche se poi, in realtà, non è proprio così. Questo discorso può trovare applicazione anche nel mondo del lavoro, quando ad esempio una donna viene pagata molto meno anche nel caso in cui svolgesse la stessa mansione di un uomo.

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arriva il diritto all’informazione-oipamagazine.it

Discriminazioni simili avvengono anche per quanto riguarda giovani e anziani. I primi vengono pagati di meno in quanto esiste la scusa relativa al fatto che non abbiano esperienza mentre gli anziani sono considerati estremamente esperti nella loro professione. Proprio per questo motivo si è spesso vittime di differenze che vanno a gravare negativamente sulla percezione del mondo del lavoro e causano grandi malumori in azienda.

Non è infatti giusto che due individui che svolgono lo stesso lavoro vengono pagati in maniera diversa soltanto perché uno è maschio e l’altra è femmina. Per questa ragione si è deciso di riportare in vigore il trattato della parità retributiva al fine di scongiurare questa sorta di svantaggio nei confronti delle donne.

Addio al segreto salariale: arriva il diritto all’informazione

Fino a poco tempo fa era illegittimo chiedere al proprio collega di visionare la busta paga o anche solo chiedere quanto si fosse percepito di stipendio. Si tratta infatti di una sorta di segreto che i lavoratori non sono costretti a divulgare e che, proprio per questa ragione, poteva costituire reato.

segreto salariale
segreto salariale-oipamagazine.it

Il Governo ha però deciso di far cadere l’obbligo del Segreto salariale affermando, invece, quello che viene definito come diritto all’informazione. Da adesso in avanti quindi, i lavoratori potranno conoscere lo stipendio dei propri colleghi e anche la retribuzione media degli stessi a prescindere da sesso, categoria o anzianità.

Ovviamente queste informazioni non dovranno essere essere chieste per forza dal lavoratore poiché questo potrà fare ricorso ai vari rappresentanti proprio per far rispettare il principio della parità. Questo soprattutto laddove le informazioni ricevute dovessero essere incomplete e nel caso in cui fosse necessario ricevere delle spiegazioni in merito alla disparità del salario.

Che cosa succederà in caso di discriminazione nei pagamenti mensili?

Il segreto salariale verrà dunque abolito, in quanto tutti potranno conoscere la busta paga dei loro colleghi. Le nuove riforme hanno quindi il fine di scongiurare ogni tipo di discriminazione retributiva, in maniera tale che tutti i torti subiti in passato vengano risarciti soprattutto laddove venissero meno alcune condizioni.

Parliamo della mancanza di pagamenti dei bonus ma anche di opportunità perse e di qualunque cosa abbia potuto ledere il diritto del lavoratore discriminato. In questi casi non solo si andrà ad agire per tutelare la parte lesa del contratto, ma il datore di lavoro dovrà dimostrare di non essere in malafede, facendo di tutto per fornire i documenti dei pagamenti e dichiarando di non aver agito con l’intento di danneggiare in alcun modo il suo dipendente.

Ovviamente bisogna aspettare la Legge ufficiale che, secondo quanto dichiarato dalla Gazzetta Ufficiale, potrà entrare in vigore solo a partire dal mese di Giugno del 2026. Questo per andare a scongiurare tutte quelle condizioni che si verificano non solo in Italia ma in tutta Europa e che possono comunque causare un grande disagio nei confronti delle donne. Forse tutte le discriminazioni in campo lavorativo cesseranno finalmente e ogni persona verrà apprezzata per i suoi meriti e non discriminata per fattori personali.

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