Sapete cosa accade quando due persone hanno lo stesso codice fiscale? Impensabile

Cosa accade quando due persone presentano il medesimo codice fiscale? Una risposta che meritano un adeguato approfondimento.

tessere sanitarie
tessere sanitarie- Oipa Magazine

Il codice fiscale è stato inizialmente implementato in Italia a partire dagli anni ’70, con l’anagrafe tributaria come mezzo per ottimizzare l’amministrazione finanziaria.

A partire da allora, è diventato un documento essenziale richiesto sia per le transazioni pubbliche che private.

Al giorno d’oggi è necessario in quasi ogni aspetto della vita, dall’ufficio postale alla visita in farmacia, dall’ottenimento dell’assicurazione all’iscrizione all’università.

È da un pò di anni che ha assunto anche il ruolo di tessera sanitaria presso la Asl. Il codice fiscale funge da rappresentazione di sé stessi e ha lo scopo di stabilire la propria identità senza alcuna ambiguità.

Tuttavia, in talune occasioni capita che due individui viene assegnato il medesimo codice, noto come “Omocodia“.

Piuttosto che scegliere un identificatore univoco, il codice fiscale è stato creato per essere determinato individualmente per ogni individuo a seconda delle sue informazioni personali, cosa che è diventata problematica.

Com’è composto il codice fiscale

Questo codice è costituito da un insieme di 16 caratteri alfanumerici che seguono una sequenza precisa. I caratteri iniziali (i primi tre) corrispondono alle prime tre consonanti del cognome.

Nel caso in cui le consonanti siano meno di tre, si aggiungono le prime vocali per l’ottenimento dei tre caratteri. Se il cognome è composto da due caratteri, la lettera X rappresenta il terzo carattere.

I successivi tre caratteri derivano dalle consonanti all’interno del nome (in caso di presenza di oltre tre consonanti, vengono prese la prima, la terza e la quarta).

Codice fiscale
Codice fiscale- Oipamagazine.it

Per quanto riguarda i primi due numeri, ovvero quelli che nel codice fiscale sono il settimo e l’ottavo carattere, rappresentano l’anno di nascita.

Per determinare le informazioni sulla nascita di una persona, viene utilizzato un codice specifico. Il codice è composto da nove caratteri, il primo carattere è una lettera che corrisponde al mese di nascita basato su una tabella alfabetica.

Dopo la lettera ci sono due numeri per rappresentare il giorno di nascita, con ulteriori 40 unità aggiunte per gli individui di sesso femminile.

I caratteri che vanno dal 12 al 15 rappresentano un codice, rappresentato da una lettera a cui seguono tre cifre numeriche, che determinano il luogo di nascita.

Il carattere finale è un carattere alfabetico, utilizzato a scopo di controllo. Come si può immaginare, possono esserci difficoltà nei casi di omonimi e individui nati nello stesso giorno e nello stesso luogo.

Quando si verificano situazioni di questo tipo, l’Agenzia delle Entrate si assume la responsabilità di attribuire un codice fiscale ex novo a ciascun soggetto coinvolto.

Ciò si ottiene sostituendo sistematicamente una soltanto o più cifre numeriche, partendo dalla cifra più a destra, a cui dovranno corrispondere dei caratteri alfabetici.

È tassativo che nessuno dei soggetti coinvolti utilizzi il codice fiscale “di base”, in quanto sarà impossibile stabilire a chi appartenga.

Problema dell’Omocodia in aumento

Secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, nei primi mesi del 2016 si erano registrati 35.800 casi di Omocodia. Questo fenomeno è in costante aumento.

Codice fiscale
Codice fiscale-oipamagazine.it

Infatti, il problema sta crescendo soprattutto a causa della presenza sempre più consistente di individui nati all’estero, che presentano nomi e luoghi di nascita simili, ma anche per coloro che non sono nati in Italia e che, pertanto, hanno un codice fiscale meno differenziato dallo Stato.

A coloro che sono nati nel nostro Paese, al giorno d’oggi sono i Comuni ad attribuire il codice fiscale tramite il sistema telematico che è collegato all’Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui si verifichi l’Omocodia, quindi, il fatto può essere segnalato già all’atto di nascita e risolto con molta facilità.

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