Attenti alle emoticon, si rischia la querela per diffamazione: quali evitare

Da anni le emoticon sono entrate nell’immaginario comunicativo di tutti. Non sempre però, utilizzarle è un bene in quanto in alcuni casi potrebbero comportare querela per diffamazione.

Emoticon sul telefono
Emoticon sul telefono – Oipamagazine.it

Oggigiorno si riesce a comunicare con messaggi virtuali e di testo che permettono di esprimere emozioni e sensazioni senza ricorrere a troppe parole, Con l’avvento dei servizi messaggistici istantanei come Whatsapp e Telegram tutto è più facile, in quanto si può disporre di contenuti multimediali di alta qualità ed estremamente divertenti. Se alcuni di questi risultano essere alla portata di tutti, altri invece sono piuttosto complicati da gestire, motivo per cui appaiono poco utilizzati rispetto alla media. Tra quelli più utilizzati sono però presenti i disegni che rispondono al nome di emoticon, ovvero le classiche faccine volte a riprodurre le emozioni. Usarle è però rischioso soprattutto in determinati contesti. Ecco quali!

Che cosa sono le emoticon?

Quando si parla di emoticon si fa riferimento a delle piccole icone che sono disponibili sia sulla tastiera del computer che su quella dello smartphone Anche se emoticon e il nome con cui vengono indicate nella maggior parte dei casi, molti le descrivono anche come emoji, in quanto vanno per l’appunto a rappresentare l’emozione che si vuole comunicare all’altra persona.

Emoji pericolose
Emoji pericolose – Oipamagazine.it

Queste nascono da una combinazione di caratteri secondari che riescono ad esprimere ad un singolo colpo d’occhio lo stato d’animo della persona che le utilizza. La più classica è quella definita dello smiley ovvero la classica faccia sorridente che è stata la prima a diffondersi in questo settore.

Se in un primo momento le emoji erano davvero poche e rappresentavano gli stati d’animo più comuni ora, invece, si sono evolute, tanto che è possibile tradurre con questo linguaggio ogni singola parola. È infatti possibile disporre di quelle più classiche, quelle che rappresentano i segni zodiacali, la frutta, la verdura, i dolci, i numeri, i mestieri e molto altro ancora.

Utilizzare l’emoji: ecco quando scatta la querela per diffamazione

Se per alcuni utilizzare l’emoji è un sistema che permette di esprimere un’emozione nel giro di pochi secondi, per altri potrebbe rappresentare una dura bastonata da dover digerire. Questo perché, in alcuni casi, anche le emoticon possono essere offensive e tutto dipende dalla persona che andrà a leggerle.

Usa l'emoticon e viene querelata
Usa l’emoticon e viene querelata – Oipamagazine.it

Poco tempo fa è stato diffuso in rete un video nel quale una donna indossava la divisa da lavoro e stava passeggiando per le vie del suo reparto con una flemma piuttosto ironica e un’aria molto provata. La ragazza ha poi aggiunto una scritta alla sua clip dichiarando come fosse già stanca nonostante fosse solo martedì. Ha poi aggiunto al testo l’emoticon degli occhi stralunati con la lingua di fuori.

Il titolare ha quindi visto queste clip sul profilo social della sua dipendente e l’ha ammonita segnalandola alle Forze dell’ordine e presentando una querela per diffamazione. Questo perché, seppur inavvertitamente, la donna ha lanciato un messaggio che potrebbe ledere l’immagine dell’azienda che lei stessa rappresenta.

Cosa dice la Legge in merito all’utilizzo dell’emoticon?

In realtà la Legge è molto chiara in merito all’utilizzo delle emoticon ed emoji poiché, come in ogni caso, devono essere rispettate alcune regole che possono limitare i casi che comportano dei disagi fra gli individui. Secondo quanto dichiarato dagli esperti infatti, utilizzare l’emoticon solo con il fine di far ridere qualcuno e non ledere l’immagine di persone o aziende.

E’ proprio per questa ragione che la Corte di Cassazione autorizza la possibilità di ricorrere alla querela per diffamazione laddove le emoticon venissero utilizzate in maniera impropria. In merito al caso di prima è sempre la Corte di Cassazione ad aver deciso che i titolari possano visionare i profili privati dei loro dipendenti e valutare singolarmente i casi in cui questi parlino di lavoro utilizzando le emoji.

Inviare un pagliaccio, le emoji dell’escremento, una faccia arrabbiata o una risata sorniona potrebbe quindi danneggiare la psiche di chi riceve questo messaggio e la Legge è quindi pronta a tutelare la parte debole del rapporto. Pensate che si tratti di un’ottima opportunità per proteggere i diritti delle persone oppure tutto questo può apparire esagerato?

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