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Imprese

Come introdurre l’intelligenza artificiale in azienda in modo etico

In che modo aggiungere l’intelligenza artificiale nella propria azienda e facendo attenzione che tale procedimento continui a rispettare l’etica? Ecco come farlo attraverso questa piccola guida.

Intelligenza artificiale- Oipamagazine.it

Poco alla volta, l’intelligenza artificiale è riuscito a rivoluzionare del tutto il modo di operare e interagire delle imprese. Ed è per questo motivo che nasce la necessità di fare in modo che questa venga utilizzata all’interno di ogni ambito aziendale, anche se bisogna muoversi in maniera responsabile.

Utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera responsabile

In molti hanno sentito parlare di chat GPT, uno dei tanti servizi introdotti attraverso l’intelligenza artificiale.

Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg. Infatti, basti pensare ai veicoli autonomi fino agli assistenti virtuali personalizzati.

Insomma, si tratta di servizi creati per fare in modo che si potesse migliorare la produttività e rendere molto più semplice i vari processi.

In ogni caso, il diffondersi di tale tecnologia, ha fatto sì che crescesse anche la consapevolezza di fare in modo che questa venisse utilizzata in maniera consapevole e responsabile.

È questo un qualcosa che non deve essere soltanto un obbligo morale ma un vero e proprio imperativo strategico per le varie aziende.

AI- Oipamagazine.it

È molto importante evitare di prendere la questione sotto gamba, perché si potrebbe ottenere un vero e proprio danno di immagine nel momento in cui ci sono delle pratiche irresponsabili con questi servizi.

Solo se si vanno ad affrontare in maniera attiva degli elementi come affidabilità, equità e trasparenza, ogni impresa ha la possibilità di costruire una fiducia con i propri partner commerciali, clienti e collaboratori, andando a contribuire alla realizzazione di una percezione positiva delle tecnologie che si basano sull’AI.

Gli argomenti riguardo all’etica

Insomma, il bisogno di utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera consapevole risulta essere una vera e propria necessità che non può essere più rimandata.

Infatti, il mercato dell’AI è stato in grado di raggiungere 500 milioni di euro solo lo scorso anno, vedendo quindi una crescita pari al 32% nell’arco di 365 giorni.

Di questi dati ottenuti, il 73% è stato commissionato direttamente da imprese italiane mentre il 27%, riguarda dei progetti di esportazione.

Si tratta di numeri che vanno a testimoniare quanto si sta diffondendo l’AI nelle aziende di ogni tipo. Quindi, è necessario che collaboratori e dipendenti accettino questa situazione tramite percorsi formativi specifici.

Inoltre, avere a disposizione degli specialisti capaci di riconoscere molto velocemente tali pregiudizi verso l’AI, di sicuro potrebbe essere un buon modo per contenere i rischi etici e per spingere l’assenza di favoritismi o discriminazioni verso individui o gruppi.

Un altro tema molto importante risulta essere la trasparenza e l’interpretabilità dell’AI.

AI nelle aziende- Oipamagazine.it

Si parla di modelli molto complessi che possiedono numerosi parametri che si basano su calcoli sofisticati attraverso i quali vanno a prendere delle decisioni.

Tutto ciò spesso causa che in molte situazioni le macchine prendono le somiglianze di Black box dove l’input giunge tramite dei processi di ragionamento che restano sconosciuti alla maggior parte degli utenti.

Per fortuna, all’interno del testo che di recente è stato approvato dal Parlamento Europeo, l’AI Act, è possibile trovare una “richiesta esplicita che l’output di un modello di AI sia il più possibile interpretabile”.