Cos’è l’oblio oncologico e cosa la dice la legge in merito

Spesso si sente parlare di oblio oncologico, una legge che la Camera ha approvato per mettere la parola fine alle numerose dichiarazioni che subiscono coloro che in passato hanno combattuto contro un tumore.

oblio oncologico
oblio oncologico- Oipamagazine.it

Per cercare di tutelare coloro che si trovano a vivere una situazione di difficoltà dopo aver superato un periodo molto buio, la Camera ha organizzato una legge che li tutelasse. Ma in cosa cosa consiste? Scopriamolo insieme

Che cos è l’oblio oncologico

In Italia capita di essere discriminati dopo aver combattuto contro il tumore in quanto ancora non è in vigore una legge sull’oblio oncologico, ossia il non poter più dichiarare la patologia degli anni scorsi.

Nonostante sembra essere una cosa folle, numerosi sono i pazienti oncologici che nel nostro Stato non riescono a mettere le mani su assicurazioni, prestiti o mutui.

Dopo che la legge ha ricevuto l’approvazione della Camera, sarà il turno del Senato. In questo modo, si andranno ad introdurre disposizioni nuove per prevenire la tutela e la discriminazione dei diritti di tutti coloro che in passato hanno sofferto di malattie oncologiche.

Quindi, in base a ciò che abbiamo detto fino ad ora, molti sono coloro che non riescono a portare a termine nessuna pratica di adozione oppure non riescono ad andare avanti con la propria carriera lavorativa proprio per ciò che gli è accaduto in passato.

Combattere con la chemioterapia, con la paura oppure con gli interventi che hanno modificato per sempre il loro corpo, è molto difficile anche per coloro che sono riusciti a superare questo incubo.

Ma per quale motivo? In questo caso si parla di oblio oncologico, ossia il non poter più dichiarare tale malattia a seguito di alcuni anni.

Si tratta di un diritto che in Italia ancora non è riconosciuto poiché da molti anni si è in attesa di una legge a riguardo.

Cosa dice la legge sull’oblio oncologico

Fortunatamente sembra che le cose stiano per cambiare per tutti quei gli italiani che si sono trovati faccia a faccia con una delle malattie più brutte.

Il tutto ha avuto inizio nel mese di gennaio del 2022 attraverso la campagna realizzato da fondazione Ainom, “Io non sono il mio tumore”.

Il presidente della fondazione, Giordano Beretta, ha affermato di aver voluto porre l’attenzione su tutti quei diritti negati andando ad organizzare una raccolta firme così che si chiedesse una legge su questo argomento.

Quando era presente il governo Draghi, in Parlamento erano giunte quattro proposte anche se, dopo che la legislatura è caduta e, ogni cosa è passata in secondo piano.

L’ultima iniziativa è stata un vero e proprio successo in quanto ha ottenuto ben 106.000 firme.

Beretta prosegue affermando che l’organo di consulenza delle Camere ha già mostrato un disegno di legge.

In questo modo, coloro che in passato sono stati malati, non saranno più costretti a non dichiarare più tale patologia dopo dieci anni dal termine dei trattamenti.

Cosa potrebbe accadere dopo l’approvazione della legge sull’oblio oncologico

Sempre secondo Beretta, visto che si tratta di una legge senza spese alle spalle, è molto probabile che questa possa essere approvata.

Inoltre, ogni esperto del CNEL si è già messo in contatto con assicurazioni e associazioni bancarie per decidere ogni dettaglio.

Donna malata di tumore
Donna malata di tumore- Oipamagazine.it

Molti sono coloro che potrebbero trarre beneficio da questa situazione, proprio come una donna di 34 anni che si è vista diagnosticata un tumore alla cervice uterina.

Per guarire, ha dovuto rinunciare ad un qualcosa di molto importante per le donne, diventare mamma in un prossimo futuro.

Insomma, una ragazza che ha dovuto cambiare tutti i suoi piani ma che aveva di fronte a sé ancora molte difficoltà.

Infatti, dopo tre anni, ossia nel 2020, si è recata presso la sua concessionaria di fiducia e, nel momento in cui ha parlato con il responsabile di aver necessità di un finanziamento per acquistare un’auto, la risposta che ha ricevuto non è stata per nulla piacevole.

Visto il suo stato di salute passato, la finanziaria ha rifiutato la sua richiesta.

Ed è proprio per cercare di dare una svolta alla sua vita oltre che a quella di numerose altre persone che come lei si trovano a fare i conti tutti i giorni con la stessa situazione, la nostra amica ha scelto di scendere in campo e fondare l’associazione C’è tempo OdV

Questa associazione fa il giro di tutta Italia con uno spettacolo teatrale “C’è tempo” uno spettacolo dove si va a raccontare non solo la propria esperienza ma anche quella di numerosi altri pazienti come lei.

Sempre secondo Giordano Beretta, sappiamo che in diversi Paesi europei i tempi risultano essere molto analoghe al punto che in Francia si fa una distinzione tra le due patologia mentre in Portogallo non si va nemmeno valutare un periodo preciso.

Il presidente della Fondazione Aiom continua come segue:

«Sono calcoli difficili: alcuni tumori sono considerati guariti dopo 5 anni, per altri potrebbero non bastarne 10. L’importante è avere una legge che tuteli i diritti dei pazienti, soprattutto dei più giovani, anche perché l’età media delle diagnosi si sta abbassando».

Gli altri problemi con cui si trovano a fare i conti coloro che hanno superato un tumore

Adesso la storia che vi raccontiamo è quella di Patrizia, una donna che attualmente ha 58 anni ma che nel 2015 ha subito un intervento a causa di un cancro al seno.

Dopo essere finita sotto i ferri, si è sottoposta a numerosi cicli di terapia. È lei stessa ad affermare che attualmente sta bene e che si sottopone ai controlli due volte all’anno.

La sua storia prosegue nel momento in cui ci spiega che un po’ di tempo fa si è trovata costretta a ristrutturare la sua casa e per farlo ha richiesto un prestito.

Un aiuto che però non è riuscita ad ottenere. Pe lei le cose non sono state molto semplici al punto che anche sul lavoro ha dovuto lottare duramente per ritornare alla posizione contrattuale di cui era in possesso prima che le era stato diagnosticato il tumore.

Insomma, una situazione per nulla facile per quelle persone che non solo si trovano ad affrontare un problema di salute così grave ma si vedono lasciate sole, perdendo tutto ciò che ha costruito fino ad oggi.

Quindi, in poche parole il cancro diventa quasi come un muro che si abbatte con molta difficoltà.

Infatti spesso lo stato di salute è un qualcosa che si richiede durante i colloqui di lavoro e i concorsi oltre che ad essere inserito all’interno di documenti per pratiche per le adozioni.

Una situazione che vede come protagonisti numerosi italiani tra cui un ragazzo di 27 anni il quale racconta che a soli 18 anni si è trovato faccia a faccia con un tumore al testicolo.

Un ragazzo molto giovane che ha di fronte a sé un sogno, quello di comprare uno spazio in cui dedicarsi al suo lavoro di design. Dopo numerose ricerche, telefonate e sacrifici, la banca non gli ha concesso il mutuo.

La motivazione che gli è stata data è rimasta per sempre impressa nella sua mente. Queste le parole che all’epoca il direttore della filiale pronunciò: “Dopo il tumore tu sei una persona a rischio”.

Tumore
Tumore- Oipamagazine.it

E quindi, il nostro amico ha deciso di mettere da parte il suo sogno, anche perché non ha i mezzi per realizzarlo, e ha deciso così di vivere alla giornata.

Però, dopo aver avuto un incontro con una ragazza di cui si è innamorato, ha iniziato di nuovo a pensare al futuro e a costruirsi una famiglia con lei.

Nonostante tutto, a causa della sua sterilità provocata dal tumore passato, potrebbe essere molto difficile per loro, vedere dei bambini che giocano per casa anche perché le pratiche dell’adozione potrebbero essere altrettanto complesse proprio come quello della richiesta del mutuo.

Le associazioni al supportano di coloro che hanno combattuto con il cancro

Numerosi sono le associazioni che aiutano gli ex malati di cancro a fare in modo che i propri diritti possano valere ed essere tutelati.

Ecco quali sono quelle che si impegnano di più in questo settore:

  • F.A.V.O: ossia la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia la quale è in grado di riunire numerose realtà e che vanta di aver portato a casa molte conquiste in questo settore;
  • Lilt: la Lega italiana per la lotta contro i tumori ho messo a disposizione il “Servizio legale SOS”, che chiunque può utilizzare chiamando il numero 800.998877
  • Aimac: l’Associazione italiana malati di cancro la quale pubblica guide e libri su questo argomento e, all’interno del portale web, dà risposta alle numerose richieste dei vari pazienti.
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