Giroconto su banche diverse, quando rischi un accertamento da parte del Fisco

Il giroconto che avviene su banche diverse fa scattare automaticamente un accertamento da parte del fisco? Scopriamolo.

pericolo giroconto
pericolo giroconto- Oipamagazine.it

Avere più conti correnti, spesso con banche diverse, sta diventando sempre più comune. Alcuni potrebbero essere condivisi con familiari o con il proprio partner.

Una domanda frequente è se il giroconto tra banche diverse può comportare un controllo da parte del fisco.

Un’altra domanda è cosa succede se vengono trasferiti i fondi da un conto cointestato a un conto individuale.

Nella discussione che segue, cercheremo di capire cosa accade in questi casi. Andremo anche a vedere se esistono dei rischi associati all’Agenzia delle Entrate quando si tratta di effettuare giroconti da conto a conto, sempre intestato alla stessa persona.

Bonifico da conto a conto: quando viene considerato giroconto su banche diverse?

In ambito giuridico, quando si affronta la questione giroconto bancario, ci si riferisce al trasferimento di fondi da un conto corrente ad un altro intestato allo stesso soggetto.

È irrilevante se questi due conti sono detenuti presso istituti bancari diversi o se uno dei conti è di proprietà congiunta. Per rendere meglio il concetto, ecco due casi tipici di giroconto.

Mario è cliente sia di Banca Alfa che di Banca Beta, dove tiene dei conti correnti. Di recente ha preso la decisione di trasferire una somma di 10mila euro dal suo conto in Banca Alfa al suo conto in Banca Beta. Per completare questa transazione, Mario effettuerà un giroconto tra i suoi due conti.

Giroconto su banche diverse
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Mario ha un conto condiviso con sua moglie e uno soltanto suo. Mario trasferisce una certa somma dal conto cointestato al suo conto personale, compiendo così un’altra operazione.

Agenzia delle Entrate: quando scattano i controlli?

Sono principalmente due le operazioni che ricadono sotto il vaglio dell’Agenzia delle Entrate: depositare contanti sul proprio conto e ricevere sul proprio conto un bonifico.

Esistono due scenari dove il denaro viene depositato su un conto. In queste situazioni, le autorità fiscali possono considerare il denaro come reddito e assoggettarlo a tassazione, a meno che non venga dimostrato il contrario.

Tale prova, necessariamente da documentare, può essere utilizzata per dimostrare trattasi di:

  • importi esenti, come compensi o donazioni di minimo valore, nonché vendita di oggetti usati;
  • importi che sono già stati tassati alla fonte, tipo le vincite derivanti dal gioco d’azzardo o dalle scommesse.

Al contrario, quando si tratta di prelievi da sportelli o bancomat, che comportano il movimento di fondi da un conto, non ci sono restrizioni (ad eccezione della normativa applicabile agli imprenditori e alle società).

Giroconti: quando sono giustificati i controlli fiscali?

I controlli fiscali non si applicano ai giroconti poiché i fondi rimangono in possesso del titolare del conto, anche se vengono trasferiti da un conto all’altro. Di conseguenza, non vi è alcuna base per ipotizzare che ci sia nuovo reddito.

Se vogliamo utilizzare una metafora, possiamo paragonare il processo a quello di un individuo che entra in una casa e si sposta in tutte le stanze.

I controlli di sicurezza avvengono solo all’ingresso dalla porta principale; tuttavia, una volta all’interno, questa persona ha la libertà di muoversi liberamente tra le stanze.

Conto corrente
Conto corrente- oipamagazine.it

Pertanto, le verifiche fiscali avvengono soltanto quando i fondi entrano in uno qualsiasi dei conti del correntista.

Tuttavia, ciò non si estende ai casi in cui i fondi vengono successivamente trasferiti su un altro conto a loro nome o condivisi congiuntamente. Il motivo è che queste transazioni rimangono tracciabili.

Causale da usare per il giroconto

In caso di giroconto, la raccomandazione che facciamo è di indicarne accuratamente la causale per facilitare l’eventuale ricostruzione dei movimenti fatti, anche se sono trascorsi molti anni e i relativi controlli fiscali sono altamente improbabile.

In genere, tuttavia, il motivo alla base del giroconto potrebbe essere aggirato. La causale potrebbe anche essere espressa con la dicitura “giroconto”, e questo perché al contribuente non viene riconosciuto alcun obbligo a fornire una spiegazione al fisco per il trasferimento di fondi da un conto all’altro, o da un conto condiviso a uno individuale.

Cosa succede in caso di trasferimento di un determinato importo in una valuta dal proprio conto (sia esso di una banca estera o italiana) ad un altro conto sempre nella medesima valuta ma in una banca diversa?

In questo caso, finché il contribuente non “trasferisce” fisicamente la valuta estera, non vi sono implicazioni fiscali.

In particolare, si considera avvenuto il giroconto, con conseguente potenziale realizzo di una plusvalenza o minusvalenza, nel momento in cui la valuta estera viene scambiata a titolo oneroso o prelevata dal deposito o dal conto corrente.

Pertanto, un mero giroconto, soprattutto se effettuato nella stessa valuta, non fa scattare i controlli fiscali e non deve essere dichiarato.

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