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Cos’è il fenomeno shrinkflation sulle confezioni dei prodotti

Il fenomeno dello shrinkflation è sempre più comune. Un fenomeno che però in pochi conoscono. Vediamo quindi insieme di cosa stiamo parlando.

Shrinkflation-Oipamagazine.it

In molti si saranno accorti che le confezioni dei prodotti che abitualmente portiamo a casa, stanno diventando sempre più piccole anche se il prezzo resta sempre lo stesso. E’ questo il fenomeno di shrinkflation che andremo a trattare nel testo che segue.

Il fenomeno shrinkflation

Si tratta di un fenomeno che in molti hanno notato, secondo cui le confezioni che spesso acquistiamo sono più piccole e più leggere mentre il prezzo resta invariato.

In molte situazioni, risulta essere molto più semplice rendersi conto di piccole modifiche nel caso in cui si fa riferimento a quei prodotti che acquistiamo tutti i giorni.

Tali cambiamenti sembrano essere totalmente ignorati fino a quando non si arriva in cassa e si guarda meglio quel prodotto che abbiamo tra le mani.

Un fenomeno che prende il nome di shrinkflation e che si verifica proprio in un periodo in cui ci troviamo faccia a faccia col carovita e coi numerosi rincari. Una situazione che risulta essere abbastanza difficile già di suo ma che peggiora ancora di più se si guarda al fenomeno di cui vi stiamo parlando.

La parola shrinkflation nasce dall’unione di due vocaboli inglesi, ossia il verbo “to shrink” ossia restringere e “inflation” ossia inflazione.

È un fenomeno che va avanti da diversi anni e che altro non è che il rimpicciolimento delle confezioni andando però a mantenere inalterato il prezzo. In altre situazioni invece il prezzo va addirittura a subire un aumento mentre il contenuto è diminuito.

Si tratta di una strategia che viene usata per incrementare i costi facendo in modo che il consumatore non se ne renda conto.

Alcuni prodotti che hanno visto applicato il fenomeno della shrinkflation

In che modo però capire se un prodotto è stato interessato dal fenomeno shrinkflation? Non è facile rispondere a questa domanda anche perché è un fenomeno molto complesso che possiede non poche declinazioni.

Alcuni prodotti che hanno subito il fenomeno della shrinkflation sono la Philadelphia light che ha visto una diminuzione di 10 grammi nella confezione, proprio come è accaduto anche per il Krumiri di Stefani mentre il detersivo Nielsen per piatti ha diminuito il suo volume da un litro a 900 ml.

Anche alcuni fazzoletti usa e getta hanno visto una produzione di contenuto in quanto da un pacchetto da 10 fazzoletti si è passato a 9 fazzoletti.

Si tratta di riduzioni che non sempre sono uguali e che, in determinati casi, possono essere visti in maniera positiva come ad esempio ciò che è accaduto con il tonno in scatola il quale ha diminuito il peso andando però ad incidere soltanto sul contenuto di olio mentre la quantità di pesce sgocciolato è la stessa.

Un prodotto in particolare, ossia il detersivo per piatti Nielsen ha perso 100 ml di quantità subendo però un aumento del 23,5% mentre i biscotti Krumiri utilizzano delle confezioni più piccole con un aumento di prezzo del 3,4%.

Il fenomeno della shrinkflation- Oipamagazine.it

Un fenomeno su cui attualmente l’Antitrust sta indagando. Infatti l’Autorità Garante della concorrenza del mercato ha dato il via ad un’istruttoria per comprendere quali sono le strategie utilizzate dai produttori e verificare che questi non costituiscano una pratica commerciale scorretta.

Il compito dell’Antitrust è quindi quello di accertarsi della trasparenza di tali modifiche.

Le altre pratiche che disorientano oltre la shrinkflation

Oltre alla shrinkflation, ci sono anche altre pratiche che disorientano un po’ i consumatori.

Vediamo insieme i casi più comuni che si presentano tra gli scaffali dei supermercati.

Formati speciali con confezioni ristrette

Questo è un caso a cui appartengono le strategie commerciali di alcune marche che, sul mercato, propongono dei prodotti speciali andando però a ridurne il contenuto a differenza della classica versione.

Attraverso questa strategia, il produttore riesce a conservare lo stesso prezzo della confezione standard.

Un esempio è nato dalle gocciole Pavesi la cui versione al caramello ha subito un aumento di prezzo del 116% in più al chilo. Coloro che acquistano questa confezione da 300 g spendono molto di più se ne vanno a comprare una plastica da 500 g.

Un altro esempio è dato dalle Barilla Al Bronzo. Un classico pacco in formato standard da 500 grammi viene venduto a 0,99  euro mentre quelli integrale ad 1,29 euro. Se invece ci si sposta sulla linea “Al Bronzo” si va ad acquistare un prodotto con 100 g in meno e con un costo di 1,35 euro euro.

Ma non sono soltanto questi gli esempi. Basta volgere lo sguardo al Caffè Splendid, ci si accorge di cosa stiamo parlando. La confezione classica Aroma Intenso, è formato da due pacchi di caffè dal peso di 250 grammi l’uno e viene proposta al pubblico al costo di 5,10 euro.

All’interno della versione Espresso però vengono eliminati 50 g di prodotto con un costo di vendita 5, 49 euro.

I biscotti Galbusera Turco e Più Integrali, ad un primo sguardo sembrano essere praticamente uguali. La confezione da 400 g viene venduta 1,97 euro a differenza dei biscotti Galbusera Più Integrali i quali, con una confezione da 330 g hanno un costo di 2,37 euro.

Il cambiamento del formato tra i vari negozi

La seconda ipotesi è inerente a tutti quei prodotti uguali ma che vengono venduti in formati diversi a seconda del supermercato.

Infatti, ci sono prodotti per i quali vengono messi a disposizione dei formati diversi e quindi, spesso si è costretti ad acquistare quel formato perché non si trova altro.

I formati che disorientano il consumatore

E’ importante tenere a mente che tra i vari scaffali si trovano anche dei formati speciali o multipack in promozione.

Un esempio potrebbe essere dato dal caffè Segafredo che viene venduto con confezioni singole da 250 g.

Aumento prezzi- Oipamagazine.it

Invece, il multipack da 4 confezioni è formato da pacchi da 225 g l’uno e quindi non è possibile valutare la reale convenienza di questa offerta.

Alcuni esempi sono quelli che invece riguardano i detersivi liquidi. Nel caso in cui si procede all’acquisto di un flacone singolo, ogni etichetta possiede un’indicazione chiara di ogni lavaggio.

Le cose però sono ben diverse nel momento in cui si va ad acquistare un multipack che ha flaconi più piccoli e quindi hanno un numero più basso di lavaggi.

Come riconoscere la shrinkflation

In luce di ciò che abbiamo detto, esiste un modo per riuscire a proteggersi dalla shrinkflation?

L’unica cosa che possiamo fare è quella di essere molto attenti. Prima di inserire un prodotto nel carrello è importante verificarne il formato e quindi il volume o il peso oltre che a controllare il prezzo al litro o al chilo.

I pacchi in formato famiglia o le promozioni potrebbero essere una soluzione per coloro che vogliono risparmiare anche se è molto importante controllarne l’effettiva convenienza.