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Olio di frittura, sai dove si butta? Rischi una multa di 1550 euro se sbagli

Non tutti sono a conoscenza del fatto che l’olio di frittura non deve essere buttato nello scarico del lavandino o nell’umido. Si tratta di un prodotto che deve essere smaltito nel modo giusto. Ma come farlo correttamente? Ora rispondiamo a questa domanda.

Olio di frittura- Oipamagazine.it

In pochi riescono a resistere alla tentazione di un cibo fritto. Si tratta di un piatto molto calorico ma che nasconde dentro di sé anche una bontà infinita. Ma dopo aver preparato il tutto e gustato fino alla fine, che fine fa l’olio usato per la frittura?

Smaltire l’olio per la frittura

Per molti un piatto di frittura è un qualcosa da bannare totalmente poiché viene visto come un prodotto per nulla salutare.

Dall’altra parte c’è chi non riesce proprio a farne a meno. Ma in ogni caso la questione non è questa bensì un’altra. Che fine fa l’olio di frittura una volta che questo non viene più utilizzato?

In molti preferiscono utilizzare un tipo di cottura diversa, ossia la friggitrice ad aria la quale dà gli stessi risultati senza però l’utilizzo di olio. In ogni caso, la frittura resta una tipologia di cottura abbastanza  amata in Italia.

Basti pensare a piatti come fiori di zucca in pastella, il fritto misto di pesce e la tempura di verdura, oltre che ai numerosi street food fritti come le pizzette fritte o le mozzarelle in carrozza, e subito ci viene l’acquolina in bocca.

In poche parole, è impossibile pensare di riuscire a rinunciare totalmente alla frittura anche perché è proprio questo tipologia di cottura che conferisce ai piatti un sapore particolare nonché una croccantezza deliziosa.

Alcuni però non sono al corrente che l’olio di frittura rientra nella categoria di rifiuti speciali e quindi deve essere smaltito tramite una procedura ben precisa proprio come stabilisce la legge.

Quanto è pericoloso l’olio di frittura per l’ambiente

L’olio di frittura esausto provoca nell’ambiente un enorme effetto inquinante nel momento in cui questo viene smaltito senza le dovute precauzioni.

Questo prodotto infatti va a rilasciare una patina oleosa che non dà la possibilità agli altri esseri viventi di riuscire ad assorbire tutte le sostanze nutritive di cui necessitano.  Ed è per tale ragione che non si deve mai versare questo liquido nel terreno o nelle fogne.

Olio di frittura esausto- Oipamagazine.it

Il divieto di buttare l’olio nelle fognature è valido sia per i singoli cittadini che per le attività che lavorano nel settore della ristorazione e che quindi producono una grande quantità di olio esausto.

Ma cosa accade precisamente a questo prodotto a seguito del suo utilizzo? Bisogna sapere che dopo la frittura, la struttura di tutti gli oli vegetali cambia totalmente.

L’olio, dopo essersi ossidato, va ad assorbire tutte le sostanze inquinanti della carbonizzazione dei vari residui alimentari. E’ la densità degli oli ossidati che permette a questo prodotto di galleggiare sulle acque delle fognature provocandone così l’inquinamento.

Ricordiamo inoltre cosa afferma il D.lgs 152/06, ossia:

Tutte le attività di ristorazione che producono oli vegetali di frittura o oli per conservazione di alimenti, producono dei rifiuti speciali e devono quindi rispettare degli obblighi ben precisi

Come smaltire bene l’olio di frittura

Detto ciò, la domanda sorge spontanea: qual è il modo giusto per smaltire l’olio di frittura?

Attenzione, se sbagli rischi multe che partono dai 1000 euro fino ai 1550 euro.

La cosa corretta da fare è quella di chiedere aiuto ad un’azienda autorizzata che si occupa del ritiro di tali rifiuti e che rilascerà ogni documentazione. Si tratta di documenti che potranno essere utili nel momento in cui le autorità competenti effettueranno un controllo.

Frittura- Oipamagazine.it

Che cosa bisogna fare quindi nel concreto? Ecco i passaggi che dovranno rispettare tutte le imprese:

  • appuntarsi il quantitativo di olio esausto all’interno di un registro di carico e scarico per i rifiuti speciali;
  • procedere alla raccolta dell’olio esausto all’interno di contenitori appositi;
  • mettersi in contatto con l’azienda il cui compito è quello di trasportare e smaltire tale prodotto e controllare se questi siano in possesso delle dovute autorizzazioni;
  • inserire tutti i dati necessari all’interno del FIR, ossia il formulario di identificazione di rifiuto;
  • essere certi di farsi rilasciare la documentazione che attesti lo smaltimento secondo le norme in vigore.

Solo seguendo queste procedure si potrà rispettare l’ambiente ed evitare di incorrere in sanzioni davvero molto salate.