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Più soldi ai dipendenti che dormono almeno 7 ore a notte

Ci sono mille modi per investire sulla produttività dei dipendenti, ma un “capo” intenzionato a premiare i suoi impiegati in base al numero di ore trascorse effettivamente a letto non si era mai visto neanche al cinema.

Arriva la proposta di legge per lavorare solo quattro giorni a settimana

E invece, il CEO dell’azienda assicurativa americana Aetna ha tradotto in realtà i sogni di tanti comuni mortali garantendo compensi maggiori a chiunque si dimostri in grado di dimostrare performance notturne virtuose.

Non si tratta di un’iniziativa a scopo promozionale, semplicemente volta a conquistare le prime pagine di giornali e siti web con una più o meno geniale “boutade”, ma di un progetto concreto di promozione del benessere del lavoratore troppo spesso condizionato pesantemente da stili di vita rischiosi.

Il legame tra qualità del sonno e rendimento in qualsiasi settore, dalle attività intellettive a quelle pratiche, è provato da numerosi studi anche recenti, ultimo dei quali condotto dagli scienziati della prestigiosa Duke University: tali ricerche arrivano a quantificare un aumento della produttività fino a 69 minuti al mese per i “dormiglioni”.

Nel caso del bonus in busta paga offerto ai dipendenti capaci di “certificare” una media di 7 ore di sonno a notte per tre settimane, i 500 dollari annui assegnati da Mark Bertolini sono diventati il sogno proibito di migliaia di americani, grazie alla straordinaria popolarità acquisita dal personaggio dopo l’intervista al talk show “Squawk Box” dell’emittente televisiva CNBC.

A dire il vero, la sensazionale trovata del CEO della società statunitense specializzata in polizze sanitarie non rappresenta l’unico esempio di programmi aziendali per la tutela della salute dei dipendenti e il tema dell’emergenza insonnia con stress da lavoro e disturbi dell’umore annessi ha da tempo acquisito dignità di punto centrale nel dibattito sulla produttività aziendale. Chi seguirà la stessa strada scelta oggi dall’intraprendente manager di Aetna per scommettere sul benessere dei lavoratori?