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Telecom, le novità sul settore Caring dividono i sindacati. Sarà referendum

L’autunno bollente dei call center prosegue in un clima di tensione diffusa. Telecom Italia ha da pochi giorni concluso una trattativa con le organizzazioni sindacali. Ne è venuto fuori un testo da parte aziendale finalizzato a rivitalizzare il settore Caring del gruppo. Nel novero della strategie portate al tavolo c’è tutto o quasi: interventi volti a semplificare i processi, l’ottimizzazione del servizio stesso e la valorizzazione delle risorse interne. Proprio quest’ultimo nodo è quello che più di ogni altro preoccupa i lavoratori, posti in passato dinanzi al progetto di societarizzazione della Divisione Caring previsto dall’accordo siglato con le organizzazioni sindacali nel 2013. L’ex monopolista ha fatto di intendere di aver riposto in un cassetto tale strategia e, nel contempo, ha assunto l’impegno di mantenere in attività 39 delle 52 sedi territoriali per le quali era stata già sancita la chiusura con il contestuale trasferimento del personale verso stabilimenti limitrofi. call center
Il testo del nuovo accordo proposto dalla società non ha ancora trovato, tuttavia, il placet condiviso dei sindacati di categoria. Dopo sei mesi di trattativa turbolente, il fronte unanime è stato rotto da SlcCgil che ha respinto senza mezzi termini le novità esposte da Telecom. Tale opposizione ha finito col disarmonizzare gli stessi equilibri interni tra le forze sociali, messi già fortemente a rischio dalle politiche del governo Renzi in tema di riforme del lavoro.

Ma qual è il nuovo modello ridisegnato dal gruppo guidato da Patuano? Il progetto punta a garantire ai servizi interni di Caring la possibilità di differenziarsi da quanto viene offerto dal mercato in outsourcing. In particolare Telecom punta all’introduzione del Cloud delle competenze: un modello che dovrebbe consentire la rilevazione delle capacità individuali dei lavoratori e l’instradamento delle richieste dei clienti verso gli operatori con maggiore esperienza e conoscenza di ciascuna problematica. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere un sempre più elevato livello di soddisfazione della clientela e di qualità del servizio. La conoscenza individuale delle competenze, secondo la visione dell’ex monopolista, permetterà all’azienda di mettere in atto percorsi di formazione mirati, volti a migliorare le competenze e le capacità specifiche del lavoratore e a reimpiegare le professionalità in esubero. Il progetto prevede inoltre il passaggio a full time di 100 lavoratori part-time e il riconoscimento una tantum di 200 euro agli oltre 9000 dipendenti della Divisione Caring Services di Telecom.SlcCgil

E se non si dovesse pervenire ad un accordo unanime sul testo? L’azienda non ha nessuna intenzione di fermarsi alle resistenze della SlcCgil. Anzi, ha già anticipato di voler forzare la mano sottoponendo la bozza a referendum tra i colleghi della Divisione Caring Services entro il prossimo 20 dicembre. E se anche i lavoratori dovessero rigettare la proposta aziendale? Telecom Italia perseguirà comunque l’obiettivo di realizzare la stabilità economica del settore Caring non raggiunta finora, mediante l’implementazione dell’accordo già firmato nel marzo del 2013. Come dire: concluso l’autunno bollente, si aprirà un inverno incandescente per il settore.

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One Comment

  1. A. Viganò says:

    Legge 300 art. 21 Solo i sindacati possono indire un referendum… non l’azienda… ma ovviamente in barba alle leggi… siamo in Italia…

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