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Piange il telefono (di casa): Telecom giù, sale Fastweb. Boom traffico dati

Crollano gli accessi alle linee fisse, si conferma la crescita del traffico dati. Sono queste le conclusioni più importanti presentate dall’Osservatorio trimestrale dell’Agcom stimate al 30 giugno scorso. A questi si aggiunge la velocità media delle connessioni italiane a banda larga fissa, che risulta essere meno di un quarto di quella raggiunta dalla Corea e nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato in altri Paesi europei, ad esempio Regno Unito e Germania. Il ritardo dell’Italia si amplia se si considerano le linee in grado di supportare servizi video avanzati (“4K ready”). Solo l’1,6% delle connessioni italiane, infatti, ha una velocità superiore ai 15 Mbps.agcom palazzo

Per ciò che concerne gli accessi diretti sulla rete fissa si è registrato un calo di circa 560 mila linee (-1,03 milioni negli ultimi 2 anni), in accelerazione rispetto rilevato a giugno 2013 (-460 mila circa). Negli ultimi due anni Telecom “perde” quasi 1,5 milioni di linee. Di queste, solo 450 mila (il 30%) sono “recuperate” dagli OLO. Ne deriva una perdita di quota per l’ex monopolista dell’1,8%, collocandosi al 61,4%. Wind mantiene posizioni sostanzialmente stabili sia su base annua che trimestrale. Fastweb invece conferma il trend di crescita avviato da tempo. Arriva a sfiorare il 10% (+0,8% su base annuale), consolidando lo scarto nei confronti di Vodafone, ferma al 9,5%.

La ripartizione degli accessi diretti per operatore, invece, posiziona Wind al primo posto (34,9%), in arretramento dell’1,8% rispetto a giugno 2013. Viceversa, cresce su base annua il peso di Fastweb (+1,2%). Gli accessi in tecnologia FWA, ormai non lontani dalle 500.000 linee, vedono Linkem (41,5%) NGI (28%) e Aria (26%) quali principali imprese in questo segmento di mercato.

cellulareNegli ultimi dodici mesi, la crescita degli accessi a larga banda è valutabile intorno alle 240mila unità, in flessione rispetto al +310 mila osservato in termini omogenei nel 2013. Rispetto allo scorso marzo, la customer base risulta in aumento per circa +60 mila accessi. La quota di mercato di Telecom in questo segmento si riduce su base annua dello 0,9%, portandosi al 48,8%. Se ne avvantaggiano principalmente Fastweb (+0,5%) e gli operatori minori, rappresentati in larga parte dai fornitori di servizi FWA (+0,7%). Rispetto a giugno 2013, la quota di mercato di Vodafone mostra una leggera crescita, (+0,4%) mentre quella di Wind evidenzia una lieve flessione (-0,4%).

La customer base complessiva mostra una flessione nell’ordine di 930 mila sim, con una riduzione che si attesta a -2,2 milioni su base annua (-1,2 milioni rispetto a giugno 2012). Telecom Italia, anche se in leggera flessione (-0,4%), risulta il maggiore operatore (32,1%) seguito da Vodafone (27,7%) che perde il 2,1% e Wind (stabile al 22,9%). H3G supera il 10% (+0,5%).  Le sim che effettuano solo traffico vocale nell’ultimo anno sono diminuite di 10,6 milioni (-15,2 milioni rispetto al giugno 2012). Accelera la flessione degli sms, che con 25 miliardi inviati da inizio anno segnano una riduzione del 42% rispetto al primo semestre 2013. Negli ultimi due anni la quota di mercato congiunta dei primi due operatori (Telecom e Vodafone) è passata dal 66,4% al 64,3%.

smartphoneGli abbonati MVNO con quasi 6,6 milioni di linee a fine giugno (+1,67 milioni su base annua) hanno registrato nel corso del 2014 un consistente incremento. Ciò grazie, in particolare, all’entrata sul mercato di Lycamobile, che ha superato gli 800 mila abbonati con un modello di business “etnico” basato su sinergie commerciali con i clienti presenti in altri Paesi.

Le sim che nel primo semestre dell’anno hanno effettuato traffico dati hanno superato i 40 milioni. Crescono in modo considerevole quelle per le quali è prevista la sottoscrizione di uno specifico “piano dati”. Da inizio anno il traffico dati è cresciuto del 42,9%, in misura superiore a quanto corrispondentemente osservato lo scorso anno (+32,2%). L’indice di mobilità, infine, mostra un marcato rallentamento rispetto allo scorso anno (dal 20,0% al 12,6%).

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