Imprese

Quote rosa in impresa, in Italia solo il 15,7% dei membri di un CdA è donna

In Italia solo il 16% dei membri che siedono in un Consiglio di Amministrazione è donna: il dato, in crescita di 2 punti percentuali rispetto al 14% rilevato nel 2013, emerge da un’analisi elaborata, per il terzo anno consecutivo, da Ria Grant Thornton – società indipendente a capitale interamente italiano, leader nella revisione e organizzazione contabile e member firm italiana di Grant Thornton International – su database AIDA-Bureau Van Dijk, su oltre 9.057 aziende italiane con fatturato compreso tra 30 e 500 milioni di Euro.

Esaminando la ripartizione geografica emerge che il 63% delle donne che sono membri di Consigli di Amministrazione è nel nord Italia, il 30% al centro e solo il 7% al sud, con un trend storico che si assesta intorno ai valori di due anni fa. Le donne membri di Consigli di Amministrazione sono concentrate per il 38% in Lombardia, il 12% in Emilia Romagna ed il 10% in Veneto, mentre Molise e Calabria, con lo 0,1% ciascuna rappresentano il fanalino di coda.donna-manager

Analizzando la distribuzione per dimensione di fatturato – ha commentato Laura Cuni Berzi, partner RIA Grant Thorntonle donne sono presenti in modo particolare nei Consigli di Amministrazione di Aziende con un fatturato compreso tra 30-100 milioni (che rappresentano circa l’85% nel 2013, in ripresa rispetto al 64% del 2012 e al 74% del 2011): la presenza di quote rosa va mano a mano diminuendo con l’aumentare del fatturato delle aziende. A livello di incarichi – ha proseguito – le donne a presiedere i Consigli di Amministrazione in qualità di Presidenti rappresentano il 7% (in flessione di un punto percentuale rispetto al 2013) ed il 10% ricoprono la carica di Amministratore Delegato, dato che, dopo una crescita dell’1% nel 2013 si riporta sui livelli del 2012.

I settori nei quali la presenza di quote rosa in posizioni dirigenziali è sopra la media globale sono quelli legati ai servizi (istruzione 51%, servizi professionali 27%, accoglienza 37%, salute 29% e servizi finanziari 29%). Ben al di sotto del dato medio la presenza invece nell’edilizia (20%), agricoltura (16%), industria mineraria (12%) e utilities (16%).

Se il dato Globale riferito alle donne che occupano posizioni manageriali si è assestato al 24%, tuttavia si segnalano trend degni di nota con riferimento ad alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico (Russia, Lituania) e dell’Asia (Indonesia, Filippine) il cui dato riferito alla presenza femminile è ben sopra la media, seppur per ragioni diverse. Nei primi si assiste ad una crescente promozione delle pari opportunità e di conseguenza della presenza di donne nei ruoli dirigenziali nel settore dei servizi, mentre in alcuni paesi dell’Asia, l’offerta dei servizi a supporto delle donne lavoratrici con figli ne ha favorito l’ingresso sul mercato del lavoro, fenomeno che invece non avviene in Europa (23%) e nel Nord America (22%), dove i servizi alle donne che lavorano non sono adeguati al fabbisogno. Agli ultimi posti in classifica in termini di “donne al comando” figurano Giappone ed India, che sono rimaste ad oggi società patriarcali.

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