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Npl meeting: nel 2021 lo stock dei crediti deteriorati salirà a 385 miliardi di euro. Attesi 34 miliardi di nuovi NPL sul mercato

  • Si è svolta il 30 settembre a Villa Erba a Cernobbio “The new Wave”: la nona edizione dell’evento organizzato da Banca Ifis per il mercato dei NPL e del bank restructuring
  • Pubblicata la dodicesima edizione del report Market Watch NPL

Una nuova ondata di crediti deteriorati arriverà nel nostro Paese e il sistema è pronto per gestirla con più efficienza del passato.
Nell’ipotesi di consolidamento della ripresa macroeconomica, nel 2021, con la fine delle moratorie, il tasso di default, cioè i crediti performing che passano a non performing, dovrebbe attestarsi al 2,8% rispetto all’1,3% del 2019. Lo stock complessivo, sommando le sofferenze (NPL) e le inadempienze probabili (UTP) ancora presenti a bilancio bancario e quelle già cedute, si stima raggiungerà nel 2020 quota 338 miliardi di euro (+5% sul 2019) mentre nel 2021 le esposizioni deteriorate potrebbero salire fino a 385 miliardi di euro e subire un ulteriore incremento nel 2022. Il mercato delle transazioni NPL, con 34 miliardi di euro di vendite previste nel 2020 e una stima di ulteriori 34 miliardi per l’anno 2021, contrariamente alle timide aspettative di qualche anno fa, si confermerà più che dinamico.
Questo lo scenario tracciato stamani nel corso di “The New Wave”: la nona edizione dell’NPL Meeting di
Banca Ifis, l’evento italiano di riferimento per il mercato dei non performing loans e il bank restructuring svoltosi a Villa Erba a Cernobbio (Como) alla presenza di circa 300 ospiti, nel rispetto dei protocolli e delle direttive Covid-19, e oltre mille in collegamento streaming.
I principali temi trattati durante la main conference hanno riguardato i nuovi flussi di NPL, la gestione
dell’industry durante la pandemia, l’opportunità di creare una bad bank nazionale, le Gacs. In evidenza anche lo scenario macroeconomico, il mercato italiano del debito, il vincolo del calendar provisionig ma anche il valore degli immobili a garanzia e l’effetto moratorie sui bilanci delle banche.

Diffusa e pubblicata per l’occasione la dodicesima edizione del report Market Watch NPL a cura dell’Ufficio Studi di Banca Ifis.

«Come per gli altri mercati anche quello dei crediti non performanti entrerà in un nuovo ciclo economico: stimiamo una crescita delle esposizioni deteriorate nei bilanci delle banche – ha spiegato dal palco Luciano Colombini, Amministratore Delegato di Banca Ifis – Nel 2021, con la fine delle moratorie, il tasso di default dovrebbe attestarsi al 2,8%, il doppio di quello registrato nel 2018-2019, ma comunque inferiore a quello della precedente crisi che aveva raggiunto il 4,5%. Da quanto emerge da una nostra analisi di sensitivity, basata su ipotesi macroeconomiche meno favorevoli ma sempre senza un secondo lockdown totale, il default rate 2021 potrebbe arrivare anche al 3,4%».
«Il sistema finanziario è tuttavia ben posizionato rispetto alla precedente crisi perché le banche hanno
implementato sistemi di rilevazione/monitoraggio e modalità attive di gestione dei crediti NPE nei diversi stadi di deterioramento. Gli operatori NPL sono infatti una vera e propria industria con circa 8.000 addetti e 230 miliardi di euro di NPE in gestione, capaci di intervenire nelle varie fasi del processo del credito per contenerne ildeterioramento e massimizzare i recuperi degli NPL. Per i mesi a venire vogliamo essere ottimisti e guardare con fiducia ai segnali di ripresa in grado di azionare nuovi circoli virtuosi per la nostra economia» conclude Colombini.

Il Programma.
Tre i panel sul palco moderati dal giornalista Andrea Cabrini.
Corrado Passera, Ceo di Illimity, Mark Knothe, Ceo Intrum, Riccardo Serrini CEO Prelios e Andrea Mangoni, CEO DoValue hanno discusso di come i principali operatori hanno affrontato e stanno tuttora gestendo la grande sfida del Covid-19, ovvero come l’industria del servicing si sta oggi preparando ai nuovi flussi di NPL.
A seguire la voce del settore banking sul capitale e l’effetto moratorie sui bilanci dei nostri istituti con Biagio Giacalone, Head of Active Credit Portfolio Steering di Intesa Sanpaolo, Josè Brena, Head off Non-Core Asset Management Unicredit, Pietro Modiano ex Commissario Carige e la visione “trasversale” di Carlo Vanini, Head of Capital Markets Italy Cushman & Wakefield sul mercato immobiliare.
Per concludere, il dibattito sul progetto di una bad bank nazionale e le linee guida del calendar provisioning: gli impatti e le possibili soluzioni tra vecchie regole e nuove risposte della autorità alla crisi, con protagonisti: Yves Mersch membro dell’Executive Board dell’ECB, Gianfranco Torriero, Vicedirettore Generale ABI e Stefano Cappiello, Presidente Amco e Direttore della Direzione Sistema Bancario e Finanziario del MEF.
Ospite d’eccezione il Premio Nobel per l’Economia Michel Spence.

Il Market Watch NPL settembre 2020 – 12esima edizione.

• Il credito deteriorato nelle banche italiane: nel 2021 si prevede un sensibile incremento dei flussi di nuovo deteriorato a bilancio delle banche che porterà l’NPE ratio al 7,3% in crescita rispetto il 6,2% di questo 2020 (target UE: max 5%). Il segmento imprese, si stima, inciderà più del comparto famiglie.

• Transazioni NPL: nel 2020 i portafogli unsecured saranno la tipologia con maggiore incidenza nelle
vendite di deteriorati, per una quota pari al 31% del totale. Il mercato secondario contribuirà in modo
significativo al totale delle transazioni: 29% l’incidenza attesa nel 2020, 30% nel 2021. Dal 2015 al 2020,
circa il 44% degli NPE ceduti, pari a 109 miliardi di euro, è stato rilevato da 6 investitori big. In ordine, per volumi: Amco, Quaestio Capital Management, Banca Ifis, Fortress/PIMCO, Intrum e Credito
Fondiario/Elliott.

• Il mercato degli UTP: nel biennio 2020-2021 si consolida anche il mercato delle transazioni UTP (Unlikely to pay) con 27 miliardi di euro di dimissioni complessive attese (16 miliardi solo nel 2020). Si tratta soprattutto di grandi operazioni, come i 3 miliardi di euro originati da MPS nel 2020 e 6,5 miliardi di euro di UTP in pipeline nel 2021 da parte di Unicredit.

• L’industria del servicing: Il 44% dei volumi del totale deteriorato Italia (quota percentuale relativa a quanto già ceduto dal 2015 a oggi, pipeline inclusa) è concentrato nelle “mani” di soli sei servicer che sono: DoValue (13%), Amco (9%), Prelios (7%), Cerved (7%), Banca Ifis (5%) e Credito Fondiario (3%). Negli ultimi sei anni il settore del servicing ha conseguito tassi annui medi di crescita a due cifre: +21% la variazione dei ricavi dal 2013, +8% l’Ebitda dell’intero settore.  

• Focus sulle Gacs: dal 2016 il mercato delle transazioni NPL conta 31 operazioni (6 quelle attese nel 2020) per oltre 77 miliardi di euro di GBV (gross book value). Dall’analisi dei portafogli assisti da Gacs condotta pre-Covid, risulta che, nel confronto con i business plan originari, almeno 10 operazioni su 15 con garanzia statale stanno sotto-performando. Ciò potrebbe indurre a nuove cessioni di parti dei portafogli Unsecured a servicer specializzati. I flussi andrebbero quindi ad alimentare ulteriormente un già dinamico secondo mercato.

 

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