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Assocontact: i lavoratori promuovono le proprie aziende di Contact Center

Sono stati pubblicati i risultati di due ricerche, condotte da SWG e NOICON, che hanno descritto nel dettaglio la percezione che le persone hanno del proprio lavoro nei Contact Center Assocontact pre e post lockdown.

Per i lavoratori e le lavoratrici il loro è un impiego stabile che consente un impegno full time con contratti a tempo indeterminato, si sentono parte di un’attività che li soddisfa tanto da farlo considerare come proprio lavoro definitivo e tanto da consigliarlo ad amici e conoscenti.

Oltre a sentirsi utili, i lavoratori dei Contact Center sono felici degli investimenti apportati dalle proprie aziende per introdurre lo smartworking in modo tempestivo ed inclusivo.

Risultati, questi, che contrastano vivacemente con il racconto più diffuso che emerge dal mondo dei Contact Center. L’analisi dei dati raccolti è stata presentata durante l’annuale Assemblea Nazionale che ha visto anche un importante cambio statutario dell’Associazione che compie un ulteriore passo avanti nel proprio riposizionamento includendo da ora anche tutti i protagonisti dei servizi in Outsourcing ai cittadini, alle imprese e alla Pubblica Amministrazione.

“Quanto emerge da questa ricerca lancia un messaggio forte e chiaro in netta contrapposizione con l’idea comune che si ha di questo settore, rappresentato come fabbrica del precariato, fautore di un sistema para-schiavista e stalker degli utenti: è esattamente il contrario. I nostri lavoratori, non solo godono di grande flessibilità di orari e sono assunti con contratti a tempo indeterminato, ma apprezzano realmente il lavoro che fanno. Ritengo questo ultimo aspetto molto significativo, anche perché il 78% degli intervistati consiglierebbe questo impiego, e il 76% si sente realmente utile per aver risolto un problema alla persona con cui era al telefono” dichiara Lelio Borgherese, Presidente di Assocontact – Associazione Nazionale dei Business Process Outsourcer.

“Siamo davanti all’ennesima riprova di un settore che ha le energie, le idee e il valore per evolversi oltre l’opportunismo di chi non vuole riconoscerle. Crediamo e speriamo che l’ulteriore passo compiuto dall’Associazione per estendere i confini della propria rappresentanza possa aiutarci a raggiungere i risultati prefissati, primo tra tutti la definizione di un quadro di regole certo e chiaro per impedire vecchi e nuovi stratagemmi usati per fare dumping salariale, dequalificare i servizi e riportarci in ginocchio” conclude il Presidente.

Sono state oltre mille le persone coinvolte facenti parte di undici tra le diverse aziende associate Assocontact. Tra loro il 97% è di cittadinanza italiana, il 73% di genere femminile e il 71% possiede un diploma come titolo di studio.

Un dato importante che emerge dallo studio SWG riguarda la caratteristica dei rapporti contrattuali in essere. L’82% degli intervistati, dichiara di svolgere il lavoro in maniera continuativa, il 96% afferma di svolgere un’attività full time lavorando tutti i giorni della settimana. Il 53% delle persone coinvolte, inoltre, dichiara di avere un contratto a tempo indeterminato con un dato sopra la media che riguarda la fascia d’età 30-39 dove la percentuale sale al 58%.

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