Consumatori / Economia e Finanza

Confassociazioni, Deiana: “Per superare questa crisi servono idee nuove e diverse”

“Passare da 3,6 a 7,5 miliardi è già un importante passo avanti che rende merito – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI – di quanto avevamo chiesto lunedì scorso. Così come sono, e saranno, importanti misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese e, aggiungiamo, dei professionisti, il sostegno dei redditi e dell’occupazione. Purtroppo non sappiamo quanto durerà l’epidemia di coronavirus e gli effetti di danno reputazionale (come dimostra l’ormai famosa infografica della CNN) che si scaricheranno sui nostri settori deboli a livello globale: turismo, agroalimentare, servizi, lusso ma soprattutto siderurgia e vettori aerei dove noi abbiamo crisi profonde in corso (Ilva, Alitalia, Air Italy). Dopo l’ultimo trimestre a meno 0,3% di PIL siamo già in recessione tecnica e dobbiamo fare qualcosa per smentire il meno 0,3% su base annua che ci assegna S&P nella sua ultima previsione”.

“Ma il problema più grande e drammatico – ha ricordato il Presidente DEIANA – sarà la crisi di liquidità che colpirà nelle prossime settimane tutta la filiera intermedia di professionisti, imprese e, di conseguenza, lavoratori del nostro Paese nei diversi settori. Anche se tutto si ferma, i nostri associati dovranno pagare mutui, bollette, finanziamenti, stipendi, altre spese a fronte di quasi nessun ricavo. Un vero e proprio tsunami finanziario individuale. Per questo abbiamo fatto uno sforzo di analisi e di consultazione dei nostri associati. Ecco le prime proposte su cui abbiamo ottenuto un ‘consensus’, divise in 2 settori:
le PROPOSTE TAMPONE e le PROPOSTE STRATEGICHE”.

LE PROPOSTE TAMPONE

  1. a) Estensione della CIG in deroga anche sotto i 6 dipendenti. CONFASSOCIAZIONI ha 1.020.000 iscritti di cui 209mila imprese e tantissimi studi professionali con dimensione media 5,1 dipendenti che non hanno accesso a questo strumento. Una simile misura potrebbe evitare centinaia o forse migliaia di licenziamenti;
    b) Immediata applicazione di un credito d’imposta per professionisti e imprese che abbiano perso almeno il 25% o il 30% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il provvedimento dei 1500 euro per 3 mesi per i lavoratori autonomi già preso dal Governo è gradito ma non adeguato nel tempo e nella misura se lo si paragona, ad esempio, al reddito di cittadinanza;
    c) Una detrazione fiscale sulle spese per viaggi in Italia;
    d) L’abolizione dello split payment per le fatture verso le aziende quotate e le società partecipate.

LE PROPOSTE STRATEGICHE

  1. Nuova (ultima e definitiva) pace fiscale per le cartelle 1/1/2018-30/6/2020 da saldare in acconto (con data da determinare in relazione all’evoluzione dell’epidemia) entro il 2020 e definitivamente entro il 2021;
    2. “Voluntary disclosure” sui contanti, tombale ma non anonima. Imposta sostitutiva del 30%-35% in relazione alla certificazione dell’origine del contante, con rilevanza penale grave in caso di false dichiarazioni;
    3. Con le risorse ottenute dai precedenti provvedimenti, riforma IRPEF (in vigore dal 1/01/2021) che rimoduli gli scaloni esistenti a causa dei bonus erogati negli ultimi anni, e abbassi la pressione fiscale;
    4. Con parte delle stesse risorse, riforma IRAP che elimini almeno parzialmente questa tassa recessiva che si paga anche sugli interessi passivi e se non si fanno utili;
    5. Eliminazione per il 2020 e il 2021 del Patto di Stabilità per i piccoli comuni per effettuare lavori infrastrutturali diffusi sul territorio che alimentino imprese e consumi;
    6. Modello Genova con Commissario Straordinario e accantonamento del Codice degli Appalti per tutte le grandi infrastrutture già finanziate per il periodo 2020-2022;
    7. Grande piano di comunicazione internazionale approntato da una task force presso il Ministero degli Esteri che ripristini l’immagine globale del Made in Italy e combatta, colpo su colpo, la concorrenza sleale generata dal danno reputazionale dovuto al coronavirus.
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