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Confassociazioni, De Pasquale: “Da Governo nessun sostegno a partite Iva e Pmi in crisi”

“Abbiamo già espresso più volte il nostro disappunto in merito alla mancanza di attenzione da parte del Governo al mondo dei professionisti, del lavoro autonomo e delle PMI. I dati ISTAT e i problemi generati dal coronavirus in questi giorni – ha dichiarato la Vice Presidente di Confassociazioni Federica De Pasquale – certificano la crisi in cui versa il comparto rappresentato, in gran parte, dalla nostra Confederazione come pure la necessità di risposte immediate”. 


“E’ sconfortante apprendere dall’istituto di statistica – ha proseguito Federica DE PASQUALE – che a dicembre 2019 i lavoratori autonomi nel nostro Paese sono solo 5 milioni e 255 mila: mai così pochi dal 1977, un calo su base mensile di circa 16 mila unità. Questo drammatico dato diventa allarmante alla luce di una riduzione pari al 40% del numero di lavoratori con una partita IVA attiva che, negli ultimi tre anni, è passato da poco più di 8 milioni a circa 5 milioni. Senza dimenticare che il reddito medio annuo di un lavoratore con partita IVA è diminuito di circa 7 mila euro su per giù in 10 anni. Non è un caso che molti di questi lavoratori hanno subito un danno dalle politiche degli ultimi 6 anni di governo del Paese, soprattutto se parliamo di professionisti che lavorano con la PA, che subiscono costantemente i danni dello “strategico” ritardo dei pagamenti. Altro che “ricche partite IVA!”.

Ma non basta. “Andando ad analizzare i dati della disoccupazione femminile – sottolinea la Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI con delega alle Pari Opportunità – vediamo che il nostro Paese si conferma tra i peggiori nell’agevolare le donne con figli. In Italia la famosa “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” è nei fatti un concetto solo sulla carta o che possiamo considerare realizzato, prevalentemente solo nel settore del pubblico impiego e in un esiguo numero di realtà comunali del Nord. L’11% delle donne con almeno un figlio, per seguire i figli o per assistere un familiare, non ha mai lavorato. Una percentuale che supera del 3,7% la media europea. Mentre il tasso di donne senza figli occupate è invece pari al 72,1%.”

“Un quadro desolante dove, nell’ultimo trimestre del 2019, il PIL è sceso dello 0,3% e dove registriamo un processo a ritroso che sta facendo venir meno anche quelle poche tutele che eravamo riusciti ad ottenere con la legge 81/2017 (c.d. Statuto del Lavoro Autonomo). Sono scadute – ha continuato la Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI – deleghe importanti che vedevano finalmente processi di equiparazione tra uomini e donne e tra professionisti e dipendenti. Occorre agire immediatamente con un piano ben strutturato su più fronti: previdenza, accesso ai servizi, agevolazioni fiscali e riforma dell’IRPEF e dell’IRES che non veda penalizzate le PMI e il mondo dei professionisti. Infine, occorre implementare tutti quei processi che possono facilitare l’utilizzo delle procedure digitali, abbattendo così la burocrazia con cui i professionisti sono costretti a convivere tutti i giorni.“

“Parlare in questi tempi di pari opportunità in ambito lavorativo non è più solo una questione di genere, ma occorre inquadrare il concetto – conclude Federica DE PASQUALE – in una logica di pari accesso al mondo del lavoro e delle tutele da parte dei lavoratori dipendenti come dei lavoratori autonomi e delle micro PMI, oggi i più danneggiati dai provvedimenti del Governo”.

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