Economia e Finanza / Eventi e iniziative

NPL Meeting, crediti deteriorati: il recupero resta il tema principale

L’ad di Banca IFIS, Colombini: «Investimenti e IT fondamentali, l’economia di scala sarà un vantaggio competitivo»

 

Si è conclusa oggi la due giorni dell’NPL Meeting, evento giunto alla sua ottava edizione, andato in scena al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.

A promuovere e organizzare l’incontro dedicato al mercato italiano e internazionale dei Non-Performing Loans e il bank restructuring è Banca IFIS. Al centro del dibattito, titolato «Run The Industry», l’industria del recupero e la gestione dei crediti deteriorati, performance e attese tra vincoli normativi, economici e del sistema Paese.

Chiaro il concetto che vede il mercato dei crediti deteriorati in evoluzione, che necessita di un approccio di tipo industriale: tutti gli attori sono infatti chiamati a una rapida crescita e al cambiamento per adeguarsi allo scenario competitivo.

«Il recupero resta il tema principale – ha affermato aprendo la main conference l’ad di Banca IFIS Luciano Colombini – nei bilanci delle banche rimangono circa 164 miliardi di crediti non performanti, 177 miliardi sono stati ceduti ma solamente 11 miliardi sono stati recuperati al 2019. Ci sono quindi da gestire 330 miliardi di crediti deteriorati».

«Le strutture di recupero – ha poi aggiunto Colombini – devono essere appropriate alla dimensione, complessità e caratteristiche delle attività delle banche con sistemi di monitoraggio continui ed efficienti. Gli investimenti in intelligenza artificiale e IT saranno fondamentali e, per sostenerli, l’economia di scala costituirà un vantaggio competitivo».

Nella muova edizione del Market Watch NPL, a cura dell’Ufficio Studi di Banca IFIS, si evidenzia che l’Italia, nel confronto europeo, totalizza la riduzione più significativa in termini di NPE ratio: -51% dal 2015 a oggi, -8% rispetto fine 2018. Il livello di Non performing Loans è tornato ai livelli pre-crisi ma il passaggio da UTP a NPL resta elevato.

Inoltre, per il 2019 si stimano 46 miliardi di transazioni NPL complessive, il 17% coperte da Gacs, il 35% nel mercato secondario. La previsione per il 2020 è di 43 miliardi di transazioni con una percentuale di deal, nel secondo mercato, in crescita al 40%. Alla fine di quest’anno, grazie ad alcuni big deal, le transazioni di UTP potrebbero raggiungere i 29 miliardi.

Dal 2015 a oggi circa il 66% delle transazioni NPL sono state originate da dieci istituti di credito. I primi cinque buyer per volumi sono in ordine: Quaestio, Banca IFIS, Fortress, Lindorf-Intrum-Carval Investors, Fonspa. Circa il 50% delle transazioni sono NPL secured.

Nel 2019 i prezzi dei crediti secured sono stati stabili al 33%. I prezzi medi degli unsecured sono invece aumentati dal 6% al 9% ma è migliorata anche la qualità dei portafogli. La profittabilità del settore è quindi attesa elevata nel medio termine. Sul fronte investitori, i non performing continueranno a offrire ritorni interessanti.

L’ottava edizione di NPL Meeting ha superato i mille i partecipanti, sessanta i networking workshop, trenta i relatori che hanno animato la main conference nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.

Tra i protagonisti, i fondi e le società: Intrum, Prelios, Dea Capital, DoValue, Cerved, Credito Fondiario, Goldman Sachs e Moody’s, grandi banche come Intesa SanPaolo, Unicredit e MPS. Tra gli speaker Francesco Giavazzi docente di Economia politica alla Bocconi, Bruna Szego Head of the Regulation and Macroprudential Analysis Directorate in Banca d’Italia e Meri Rimmanen Head of Reporting, Loans, Trasparency EBA. Ospite Maurizio Cheli, astronauta, ufficiale e aviatore italiano.

 

Info e materiali: https://www.nplmeeting.it/

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