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Evento “Il valore dei dati in sanità” | Intervista al Prof. Angelo Giustini – Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Molise, Gen. Div.(a) Guardia di Finanza

Si è tenuto il 25 giungo il convegno “Il valore dei dati in sanità. La valutazione dei costi sanitari indiretti quale strumento per una migliore programmazione socio-sanitaria nazionale e regionale”, organizzato dal Economic Evaluation and HTA del CEIS – Tor Vergata e dal Network PreSa “Prevenzione e Salute”, al fine di riflettere sull’impatto sociale ed economico dell’assistenza sanitaria in relazione all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Guarda l’intervista ad Angelo Giustini, Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Molise, Gen. Div. (a) Guardia di Finanza, sull’importanza di un sano e corretto stile di vita
 

Durante la tavola rotonda sono stati presentati i dati emersi a seguito di due studi condotti dal CEIS EEHTA sull’importanza dell’Health Technology Assessment nella valutazione dei Dispositivi Medici. Lo studio, primo in Italia, ha avuto l’obiettivo di valutare l’impatto delle moderne tecnologie utilizzate nella fase di screening delle patologie tumorali (tumore al seno, cancro del colon retto e tumore alla prostata), sui costi indiretti e previdenziali che tali patologie generano. La ricerca ha evidenziato che nel medio e lungo periodo i Dispositivi Medici analizzati sono associati a rilevanti risultati in termini di costo-efficacia e ad un beneficio netto, ad esempio: nel caso del cancro del colon retto si è osservata una riduzione del 79% nella mortalità che emerge dal confronto tra le differenti tipologie di screening. Nel caso del tumore della mammella la partecipazione allo screening può portare ad una riduzione della mortalità del 40%. Per il tumore della prostata si riscontra una riduzione della mortalità del 30% a seguito dello screening.

Tali risultati rappresentano dei vantaggi non soltanto per i pazienti ma anche per il sistema di welfare nel suo complesso. 

I costi previdenziali relativi alle patologie tumorali, in generale, hanno registrato un andamento crescente dal 2009 al 2015. Sono di più le persone che presentano domanda, che ottengono un Assegno Ordinario di Invalidità, e che continuano a svolgere attività lavorativa, rispetto a coloro che chiedono una pensione di Inabilità (che non possono più svolgere alcuna attività lavorativa e sociale). 

I costi in crescita sono quindi da riconsiderare nell’ottica del recupero della produttività di coloro per cui tali costi vengono sostenuti, ovvero per coloro che beneficiano della prestazione previdenziale.

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