Economia e Finanza / Imprese

Banca IFIS: dai «Big Data» il futuro del Made in Italy. Sostenibilità ambientale, digital trasformation: ecco cosa piace al mercato

Nasce #RaccontamImpresa: web listening, analisi e interviste per narrare le migliori performance di business delle PMI. Partnership con Chorally, Ca’ Foscari e Unipd. Il dg Staccione: «Nuovi saperi per riposizionare prodotti e servizi»

Tendenze, gusti, bisogni, opinioni: sul web il futuro è già scritto, basta saperlo leggere.
Per questo Banca IFIS ha scelto i «Big Data» per osservare e analizzare i settori produttivi del made in Italy. Sta ora alle PMI italiane utilizzare al meglio questo importante bagaglio di informazioni, trasformandolo in un vantaggio competitivo. La via da seguire la indicano le PMI con le migliori performance di business: le aziende dove «Fattore I» ha già fatto la differenza. Sono loro le protagoniste del nuovo viaggio di Banca IFIS lungo la Penisola. Questo viaggio si chiama: #RaccontamImpresa.

Ascolto, analisi e fact-checking. Banca IFIS in partnership con la piattaforma Chorally ha analizzato, dal 1 ottobre 2018 al 31 marzo 2019, oltre 550 mila tra azioni (articoli, post, forum, menzioni) e reazioni (commenti, risposte e retweet) sul web, relative a quasi 138 mila autori unici. Il traffico online è stato raccolto e segmentato per 9 settori produttivi, classificando le diverse aspettative di mercato, ovvero: cosa vuole e cerca il consumatore.
Le informazioni qualitative sono quindi state suffragate quantitativamente dall’Ufficio Studi di Banca IFIS, dall’Università Ca’ Foscari e dall’Università di Padova, incrociando i dati di listening e web monitoring con il database del Market Watch PMI che ha analizzato l’ecosistema delle PMI in Italia. Individuate le imprese con le migliori performance di reddito, la più alta propensione a investire e una solida posizione finanziaria, si è “appurato” sul campo con incontri e interviste quali di queste avevano già “fatto propri” i trend emersi dall’analisi di web listening, distinguendosi sul mercato.

La fotografia: PMI più forti ma la produttività non decolla. Il Market Watch PMI elaborato da Banca IFIS ha analizzato 61.762 PMI con fatturato inferiore a 50 milioni e bilancio registrato, appartenenti a 9 settori produttivi made in Italy. Dal 2016 al 2018 (stima consuntivi su piattaforma Leanus) questo campione significativo di imprese ha riportato ricavi in aumento del 7,8%, investimenti a +4,6% in valore assoluto e incrementato l’autofinanziamento del 9,5% sintomo di una maggiore liquidità. Ciò che è rimasto sostanzialmente invariato in questo biennio è la produttività. Le PMI con il miglior profilo di crescita dei ricavi e sostenibilità del debito appartengono ai settori della: Meccanica, Tecnologia, Chimica/Farmaceutica, Automotive. Le performance migliori, considerando l’indicatore ROE (Return on Equity) sono della Moda. Le PMI con performance superiori alla media, le cosiddette «PMI stellari», sono 1.085: la variazione dei ricavi (tra 2016 e 2017) segna +44% (+4,3% la media delle PMI), la
marginalità è cresciuta del 16%, investimenti a quota +16,4%, ROE al 31,5% (la media è dell’8,3%).

Dai «Big Data» tre macro-trend – Il web listening e il machine learning sono le due metodologie utilizzate per l’analisi del mercato e dei suoi orientamenti. Grazie all’ascolto e alla lettura del web sono stati individuati tre macrotrend: ecostenibilità, trasformazione digitale, supporto pubblico. L’impatto ambientale del business, la digital transformation e il partenariato pubblico-privato inteso come agevolazioni e accordi che facilitino il “fare impresa” e supportino il cambiamento sono dunque i tre pilastri su cui alcune Pmi stanno già orientando il proprio business, registrando di conseguenza le migliori performance nel mercato di riferimento.

«In un mercato in costante e rapida evoluzione, abbiamo deciso di arricchire il nostro approccio a sostegno della cultura di impresa con nuove tematiche e prospettive, affrontando con metodo scientifico e innovativo il grande universo del web e l’utilizzo dei Big Data. Molte informazioni di cui le aziende necessitano per il loro business sono a portata di schermo ma frantumate in milioni parole postate su blog e social network. Per fare sintesi e analisi servono abilità specialistiche che Banca IFIS ha saputo individuare e coordinare in questo nuovo progetto al servizio delle imprese. Un progetto che crede fortemente nella condivisione della conoscenza, quale valore fondamentale per orientare le decisioni strategiche dell’impresa, posizionando al meglio prodotti e servizi» spiega Alberto Staccione, direttore generale di Banca IFIS.
«Per la prima volta siamo di fronte a un osservatorio concentrato sulla Piccola impresa: oltre 61 mila aziende scrutinate con diverse metodologie di analisi alla ricerca di una possibile ricetta sui fattori che ne determinano la crescita, l’aumento di produttività e la redditività. Negli ultimi anni grande attenzione è stata data alla Media impresa, il nostro focus è tornato sulla Piccola e su come si diventa, anche nelle minori dimensioni, eccellenti» precisa Stefano Micelli, docente di Economia e gestione delle imprese al Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e supervisore scientifico del progetto.

Fonte: Banca IFIS Impresa

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