Economia e Finanza

Eurobarometro: Il 57% degli italiani ritiene che l’Euro sia positivo per l’Italia

Circa i due terzi degli europei (il 64%, invariato dal 2017) ritengono che l’euro sia una buona cosa per il proprio Paese. È il risultato del sondaggio annuale della Commissione UE realizzato da Eurobarometro, il servizio istituito nel 1973 che misura ed analizza le tendenze dell’opinione pubblica in tutti gli Stati membri, realizzato con interviste effettuate ad ottobre.

In Italia la proporzione che ritiene la moneta unica una “buona cosa” è cresciuta in un anno di 12 punti percentuali, balzando al 57%, (è l’aumento maggiore insieme all’Austria, anche se è il terzultimo valore più basso dei 19, peggio solo Cipro e Lituania) mentre è calata dal 40 al 30% quella di quanti la considerano un danno. Aumentano dunque gli italiani che hanno un giudizio positivo sull’euro, restando tra i meno entusiasti di far parte dell’Eurozona ma consapevoli che sia meglio esserci che non esserci. Cala invece il consenso in Germania e in Francia, rispettivamente -6% e -5%. 

Oltre un quarto degli europei, il 27%, afferma di sentirsi più europeo di prima, l’82% apprezza la facilità di avere la moneta unica per i pagamenti in contanti, anche se le monete dei centesimi causano difficoltà ai più, in particolare si hanno problemi con le monetine da 2 cent (il 70%), e da 1 centesimo (il 63%). Quasi i due terzi degli intervistati (63%) pensano che ci sia il giusto numero di monete in euro con valori diversi, mentre circa un terzo (31%) pensa che ce ne siano troppe. Tuttavia, una proporzione simile (64%) è favorevole all’abolizione di 1 centesimo e 2 centesimi di euro monete. Quasi tutti gli intervistati, il 94%, apprezzano la facilità di riconoscimento e gestione delle banconote in euro. 

Gli italiani sono anche tra i primi posti tra i Paesi europei a ritenere che l’euro abbia aumentato la loro percezione di sentirsi europei, piazzandosi al quinto posto con il 34%, mentre sono fanalino di coda di tutta l’eurozona, con un 36% a credere che la moneta unica abbia reso più facile ed economico viaggiare. 

In generale in tutta l’Eurozona circa nove intervistati su dieci pensano che il loro Governo dovrebbe introdurre riforme nel sistema sanitario (92%), nell’istruzione e nel mercato del lavoro (entrambi al 91%), così come riforme nel sistema pensionistico (89%) e nel sistema di sicurezza sociale (87%). Dall’Eurobarometro emerge anche che quasi otto intervistati su dieci pensano la stessa cosa anche in tema di tassazione (79%). Infine, quasi i due terzi degli intervistati (64%) ritengono importante che il proprio Governo introduca riforme nel mercato delle telecomunicazioni e degli energetici. 

Sulle riforme in Italia ben il 90% degli intervistati ritiene che ci sia bisogno di “riforme significative” per migliorare la performance dell’economia nazionale, la percentuale più alta di tutti i Paesi dell’Eurozona, con priorità al mercato del lavoro (96%).

Fonte: European Commission

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