Consumatori / Economia e Finanza

Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018

Italiani, popolo di risparmiatori, ma come impiegano il denaro accantonato? Come viene gestito questo risparmio? A fornire spiegazioni al riguardo ci ha pensato la Consob che, nell’ambito delle iniziative promosse per il Mese dell’educazione finanziaria 2018 ha organizzato un seminario per la presentazione del Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018. Il Rapporto fornisce informazioni sul livello delle conoscenze finanziarie, le abitudini di investimento e la domanda di consulenza finanziaria delle famiglie italiane che in periodi di crisi, hanno modificato le proprie abitudini.  

La Consob ha indagato la comprensione dell’informazione sui prodotti finanziari da parte dei risparmiatori; l’applicazione di alcune regole di condotta da parte degli intermediari nella prestazione del servizio di consulenza agli investimenti; la variabile della percezione del rischio. I dati del Rapporto confermano che c’è ancora molto da fare per rendere risparmiatori e investitori consapevoli degli strumenti a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi personali e del sistema di tutele che esiste sia per il processo di investimento sia per i rimedi che entrano in gioco quando qualcosa non è andato per il verso giusto.

La ricchezza netta delle famiglie italiane rimane stabile sui livelli del 2012, mentre il tasso di risparmio lordo continua ad attestarsi al di sotto della media dell’area euro, Lo stile di vita potrebbe rimanere inalterato per circa un quinto delle famiglie, prevalentemente grazie ai risparmi accumulati. Nel dettaglio, il 40% delle famiglie intervistate risparmia in modo regolare, soprattutto per motivi precauzionali, e nel 36% dei casi solo in modo occasionale, una famiglia su quattro poi non accantona nulla.

La cultura finanziaria delle famiglie italiane rimane contenuta: in media, un intervistato su due non è in grado di definire correttamente nozioni finanziarie di base; il dato scende a meno di uno su cinque nel caso di concetti avanzati. L’attitudine a gestire le risorse familiari nell’ambito di un processo strutturato di pianificazione e controllo (cosiddetto financial control) è ancora poco diffusa. Il 47% degli intervistati dichiara di predisporre un bilancio familiare, mentre solo il 30% tiene traccia scritta delle spese. Solo un terzo delle famiglie dichiara di avere un piano finanziario e di controllarne gli esiti. Preoccupa il 20% degli intervistati che non saprebbe come affrontare una riduzione significativa del reddito disponibile, inoltre più del 50% degli intervistati non è in grado di definire in cosa consista il servizio di consulenza in materia di investimenti. 

Dal rapporto emerge che a fine 2017 il tasso di partecipazione delle famiglie italiane al mercato finanziario si attesta al 29%; dopo i depositi bancari e i prodotti postali, le attività che pesano di più nel portafoglio degli investitori sono i fondi comuni e i titoli di Stato. La propensione all’investimento è più frequente fra gli individui residenti nel Nord d’Italia.

Ad ogni modo ci sono segnali positivi sull’affidabilità degli italiani, la maggior parte del campione valuta gli acquisti attentamente, salda le utenze a scadenza e onora i debiti contratti, le famiglie italiane continuano ad essere più virtuose della media europea in tema di debiti, a fine 2017 il rapporto debito-Pil è pari al 40% a fronte di poco meno del 60% per la media dell’area euro.

Fonte: Consob

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