Credito / Economia e Finanza

Market Watch Npl. Uno sguardo sulla situazione in Italia

Secondo il Market Watch Npl, lo studio realizzato da Banca Ifis sul mercato dei crediti deteriorati in Italia e presentato allo scorso Npl Meeting, ci sono segnali incoraggianti sulla riduzione degli Npl detenuti dalle banche.

I crediti deteriorati, non-performing loans (Npl), sono forme di credito in seno alle banche la cui esigibilità è messa in discussione principalmente per cause ricollegate a difficoltà della parte debitrice. Gli Npl vengono suddivisi in categorie e classificati in base all’ammontare del credito, della difficoltà ad esigerli e della scadenza.

La situazione che emerge dallo studio è che in Italia, dati dello scorso luglio, le sofferenze ammontano a 252 miliardi di euro (dati dalla somma dei 127 miliardi lordi di Npl ancora a carico delle banche e dei 130 miliardi lordi già venduti negli ultimi anni, meno i 5 miliardi finora recuperati). Di questo ammontare il 53% delle transazioni è concentrato nelle mani di pochi, gestito da soli 6 servicer (DoBank, Cerved, Banca IFIS, Prelios, Tersia e Sga), da cui consegue la necessità degli operatori più piccoli di fondersi in entità più grandi per sopravvivere nel mercato del credito. 

Alla fine del 2018, si stima nel Market Watch NPL, le sofferenze lorde detenute dalle banche italiane saranno 105 miliardi e costituiranno circa la metà dei bilanci degli istituti di credito, (ammontavano al 31% del 2010, prima che esplodesse la crisi dei crediti deteriorati).

Dal Market Watch Npl emerge anche l’aumento dei prezzi dei portafogli mixed e secured (rispettivamente +9% e +2%) rispetto al 2017.

Il dato su cui riflettere è il recupero dei 5 miliardi di euro da parte dei gestori dei portafogli, che significa che sul mercato ci sono ancora 252 miliardi di euro di Npl da reuperare. Il passaggio successivo sarà quello di smaltire questa quota di crediti che, seppur venduti per alleggerire i bilanci bancari, continuano a sussistere. Una previsione di tempistica è stata fatta dall’economista Luigi Zingales: “Ci vorranno non meno di 20 anni. Basta vedere l’esempio del Banco di Napoli: si è recuperato quasi tutto, ma ci sono voluti appunto 20 anni”.

Visionabile qui il “Market Watch Npl”.

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