Economia e Finanza / Imprese

La digitalizzazione in Italia. Intervista a Stefano Trotto, Commercial Unit di Active Network S.p.a

Non c’è davvero concorrenza se non ci sono condizioni di partenza uguali per tutti, se non ci sono infrastrutture adeguate per tutti. Se un tempo il “gap” tra le imprese poteva derivare dall’assenza di strade, ferrovie o collegamento aereo, oggi questo gap si esplica anche per le diverse condizioni di accesso alla rete, al web. In Italia purtroppo siamo indietro con la digitalizzazione, e se da un lato una certa responsabilità può essere attribuita alla scarsa cultura di innovazione del tessuto imprenditoriale nazionale, dall’altra esistono dei problemi oggettivi di efficienza e velocità.

Ne parliamo con Stefano Trotto, Commercial Unit di Active Network S.p.a, una delle aziende italiane attive per la fornitura di connettività “evoluta” per le imprese.

Si parla molto d’innovazione e delle nuove frontiere del web, nonché delle opportunità che ne derivano per le aziende, però in Italia le connessioni sono lente e poco stabili. Perché a suo avviso accade?

“Innanzitutto, la prima causa del gap che l’Italia sta vivendo rispetto ad altre realtà europee va ricercata nel ritardo del processo di liberalizzazione del mercato TLC che ha portato a un vero e proprio digital divide nello Stivale tra zone e città ad Ultra Larga Banda e zone a Banda Larga o addirittura assente. A questo si aggiunge una motivazione culturale connaturata al nostro paese che vede, a oggi, ai vertici del nostro mondo imprenditoriale persone over 50 o addirittura over 60 che non hanno la giusta elasticità nell’interpretare correttamente le opportunità offerte dal web.”

Cosa si dovrebbe fare concretamente per intervenire e dotare anche l’Italia di connessioni internet efficienti e veloci?

“In realtà qualcosa si sta già facendo, seppur in modo non totalmente omogeneo. I primi passi verso una maggiore affidabilità e crescente velocità delle connessioni italiane si sono concretizzati negli investimenti promossi da Infratel nelle aree bianche e al piano industriale di Open Fiber e della stessa Telecom Italia. Qualcosa si sta muovendo e una nuova prospettiva improntata alla crescita sembra essere stata tracciata.”

Soprattutto nel sud Italia e nella città più piccole vi è un vero e proprio gap digitale, come si risolve?

“Dove non è presente la rete fissa Ultra Broadband (tipicamente collegamenti FTTCab o FTTH) e dove non sono previsti investimenti importanti a breve termine da parte dei grandi carrier nazionali e da Open Fiber, l’unica soluzione rimane, per ora, quella di affidarsi agli operatori Wireless in copertura LTE (Operatori di rete mobile come gli MNO o MNVO) che però non offrono pacchetti dati flattizzati, oppure agli operatori FWA (Rete fissa-Wireless) che ultimamente riescono ad erogare accessi Ultra Broadband da 30M in down-load e 3M in upload. Altra soluzione, da prendere in considerazione come ultima spiaggia, è quella di affidarsi a soluzioni di accesso ad Internet su tecnologia satellitare: le bande di picco sono buone ma questo tipo di collegamenti sono molto soggetti ad altissima condivisione di risorse, a controlli particolari sull’utilizzo dei canali trasmissivi e a latenze elevatissime (minimo 600 ms di ritardo nella trasmissione/ricezione dei pacchetti dati) viste le enormi distanze che i pacchetti dati devono percorrere per raggiungere la Big Internet.”

Ci parli meglio della sua azienda: quando nasce? Chi sono i soci? Come vi è venuta l’idea? Fatturato e dipendenti?

“Ci siamo affacciati nel mercato TLC nel 1999. Dall’idea di, allora, quattro neo-laureati che muovevano i primi passi nel mondo del lavoro, è nata Active Network S.p.a, una web agency che inizialmente si occupava di System Integration. Da allora sono passati quasi vent’anni in cui di strada ne è stata percorsa molta avendo sempre chiaro in mente l’obiettivo di offrire ai nostri clienti, sia business che residenziali, servizi che siano concorrenziali nel prezzo, innovativi nella tecnologia ed efficaci nelle prestazioni. Oggi possiamo affermare con orgoglio di essere un Internet Service Provider a livello nazionale, di contare oltre 30mila clienti, una rete vendita distribuita in modo capillare su tutta Italia e di avvalerci di una squadra che opera stabilmente in sede composta da diverse figure specializzate, dal customer service ai nostri project manager, dai tecnici, agli sviluppatori web e ai programmatori. Oltre venti persone che ogni giorno operano per garantire ai nostri clienti il massimo della professionalità e dell’assistenza.”

Quali sono le proposte di Active Network per le aziende? E quali sono davvero i “plus” rispetto alla concorrenza?

“Active Network S.p.a vuole realizzare l’ambizioso obiettivo di avere la maggiore capillarità possibile sulla rete d’accesso non solo FTTC (Fiber To The Cabinet) ma anche FTTH (Fiber To The Home) in Italia e quindi soddisfare al massimo gli appetiti di banda sia del mercato business che di quello residenziale. Per questo stiamo per lanciare sul mercato tre nuovi profili FTTH: D Pro, servizi ad accesso e banda dedicati e SLA Advanced, U Pro, servizi in tecnologia FTTH ad accesso dedicato e banda garantita al 50% e G Pro, servizi in tecnologia FTTH GPON ad accesso e Banda ad alta condivisione. A questo proposito la nostra rete vendita interna e i nostri Wholesale e Business Partner dislocati sul territorio sono impegnati in un’attività di continua consulenza rivolta alle aziende interessate ad approcciarsi a questa nuova tecnologia, ormai ultima frontiera nel settore del mercato TLC.”

Fonte: Active Network

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