Economia e Finanza

Cernobbio, gli scenari economici e finanziari in Italia e nel mondo

Si è conclusa sabato scorso la 29a edizione del Forum European House Ambrosetti di Cernobbio, nel quale si è affrontato lo scenario globale dell’economia e della finanza mondiale, con un focus sull’Asia e i rischi geopolitici e gli impatti sugli investimenti.

Per l’Agenda per l’Europa i temi sono stati l’unione dei mercati dei capitali e l’unione bancaria europea, la crescita e competitività. Per l’Agenda per l’Italia sono state presentate diverse analisi e ricerche come “Un’analisi comparativa sui principali indicatori macroeconomici delle maggiori economie” sulle previsioni dei più rilevanti Istituti di Credito, Banche d’Affari e Istituzioni Internazionali; “La fine del Quantitative Easing in Europa e impatti sull’Italia” realizzata dalla community di CEO Ambrosetti Club; “Cashless Revolution: a che punto siamo e cosa resta da fare per l’Italia”, Rapporto Finale della Terza Edizione della Community Cashless Society, una piattaforma di confronto di alto livello per la diffusione dei pagamenti elettronici in Italia; “Un anno alla Brexit: analisi degli sviluppi negoziali e dimensionamento degli impatti per guidare i business leader nella transizione in atto”; Ambrosetti Club Economic Indicator – Prima rilevazione 2018 sulle prospettive economiche dell’Italia, sull’occupazione e sugli investimenti delle imprese.

Il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis ha ricordato all’Italia la necessità di rispettare i target di bilancio, dichiarando che “è fondamentale che l’Italia si attenga ai target fiscali, riduzione deficit e debito. Ci aspettiamo che l’Italia migliori strutturalmente il suo budget dello 0,3% del PIL, le valutazioni verranno fatte all’inizio del prossimo semestre”.

La Ue continua a chiedere all’Italia maggiore impegno nelle riforme strutturali, di rimanere in rotta con le politiche fiscali, rafforzare la competitività, attuare riforme nel mercato del lavoro, accelerare procedure giudiziarie e legali e continuare il lavoro nel settore bancario per continuare nella riduzione dei crediti deteriorati

Tutti moniti già ben noti e, in merito ai conti pubblici, il vicepresidente UE ha ribadito che l’Italia ha utilizzato più degli altri Paesi i suoi margini di flessibilità, quindi ulteriori spazi di manovra sono limitati.  

Flessibilità invece sui tempi di presentazione del DEF, il Documento di economia e finanza, visto la situazione post elettorale in Italia. “La prassi abituale è stata che un Governo in carica per la gestione corrente presenti un Documento fondato su uno scenario di politiche immutate e sul programma nazionale di riforme già varato – ha spiegato Dombrovskis, -. Sarà l’Esecutivo con pieni poteri a potergli attribuire un nuovo valore politico”.

 

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