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Arbitro per le Controversie Finanziarie, bilancio di un anno di attività

Istituito dalla Consob, con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016 e attivo del 9 gennaio 2017, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ACF, organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori ed intermediari, ha presentato oggi, presso l’Auditorium della Consob, il bilancio del suo primo anno di attività. 

Con quasi 1.900 ricorsi, pervenuti per il 96,5% dei casi da persone fisiche, con richieste di risarcimento che hanno quasi raggiunto i 100 milioni di euro, l’ACF ha espresso il 63% delle pronunce a favore dei risparmiatori ottenendo ben 5,2 milioni di risarcimenti complessivi, in media 28.000 euro a ricorso, un risultato che è andato ben al di là delle attese. 

Le cause principali dei ricorsi hanno riguardato i servizi d’investimento, in particolare la consulenza, la ricezione e l’esecuzione ordini. Circa un terzo dei ricorsi pervenuti nel 2017 riguarda i risparmiatori che hanno investito in azioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, collocate presso i rispettivi sportelli o quelli di banche loro controllate. Proprio per questo motivo, a livello territoriale, sono stati maggiori i ricorsi provenienti dal Nord Italia, 1.076 contro i 424 dei residenti al centro e i 330 di quelli residenti al Sud. 

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha tra i suoi obiettivi quello di definire delle linee guida e degli orientamenti, basati sulle sue decisioni, che possano essere utili per il futuro agli intermediari per trattare al meglio i reclami dei clienti e prevenire, o quantomeno ridurre, i motivi di possibili contenziosi futuri.

 

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