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Dazi commerciali USA, preoccupazione per il Made in Italy

Cia-Agricoltori Italiani e Coldiretti lanciano l’allarme sull’introduzione delle politiche protezionistiche degli USA.

“C’è molta preoccupazione rispetto alla questione dei dazi Usa. L’agroalimentare è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, con un export che vale oltre 40 miliardi di euro l’anno e si mostra in costante crescita”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, interviene sulle dichiarazioni di Trump, spiegando che “si tratta di un colpo per chi come noi guarda al mondo e all’Europa unita e coesa per ampliare le opportunità di creare ricchezza attraverso il cibo Made in Italy”.

“E’ una disputa commerciale assolutamente da evitare” – evidenzia Scanavino – “con sullo sfondo il concreto pericolo del proliferare dell’Italian sounding, che già toglie alle nostre aziende 60 miliardi di euro l’anno, di cui 26 solo negli Usa”.

Secondo un’analisi condotta dalla Coldiretti, sulla base dei dati Istat, una ‘guerra commerciale’ con gli Stati Uniti metterebbe a rischio 40,5 miliardi di esportazioni Made in Italy che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente. Gli Usa si collocano al terzo posto tra i principali acquirenti di cibo italiano, dopo la Germania e la Francia, al quarto posto la Gran Bretagna e, in termini di crescita, sono il Paese che ha fatto registrare le migliori performance degli ultimi anni. Il vino risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, seguito dall’olio, dai formaggi e dalla pasta.

Secondo il Codacons, invece, “la guerra dei dazi che sta per scoppiare tra Stati Uniti ed Europa rischia di determinare una pesante stangata a carico delle famiglie italiane“. “Il pericolo più che concreto è che a fare le spese dei dazi siano i consumatori finali, attraverso un inevitabile rincaro dei prezzi al dettaglio in numerosissimi settori.

“L’introduzione di politiche protezionistiche che prevedano dazi all’import  mette a rischio il made in Italy agroalimentare e, quindi, non sono tollerabili. Al contrario” – osserva ancora Scanavino – “in una fase storica che vede il fallimento del WTO, è urgente favorire accordi commerciali multilaterali e bilaterali. Trattative che possano trasformare il valore riconosciuto dal consumatore finale in valore economico per le imprese agricole e che includano, sempre e in modo inequivocabile, il rispetto del principio di reciprocità delle regole commerciali”.

Fonte: Cia-Coldiretti

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