Consumatori / Economia e Finanza

Tax freedom day: 5 mesi per il fisco, poi iniziamo a lavorare per noi

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre, su dati Eurostat e Ministero dell’Economia e delle Finanze, il giorno della liberazione fiscale, il tanto sospirato “tax freedom day”, quest’anno cadrà il 2 giugno, festa della Repubblica.

Si tratta di un esercizio astratto, calcolato considerando la stima annuale del Prodotto Interno Lordo per il 2018 e le previsioni di gettito fiscale sempre per l’anno in corso, ma offre la percezione di quanto pesi la tassazione sui nostri guadagni.

La somma dei vari obblighi fiscali, dall’Irpef all’Iva, l’Imu, la Tari, l’Irap, l’Ires, le varie accise e addizionali, fanno sì che solo dopo il 2 giugno gli italiani potranno iniziare a lavorare per sé stessi e per la propria famiglia.

La pressione fiscale nel 2018 dovrebbe attestarsi al 42,1%, mezzo punto percentuale in meno rispetto al dato medio del 2017. Una discesa lenta e impercettibile che, merito della crescita del Pil più che della diminuzione effettiva delle tasse.

Dalla comparazione con il resto d’Europa che, specifica la CGIA di Mestre, può esser fatta solo in riferimento al 2016, il giorno della liberazione fiscale arriva più tardi in Francia, dove bisogna aspettare fino al 24 giugno, e in Danimarca (23 giugno), meglio invece in Germania, (27 maggio), in Olanda (22 maggio), nel Regno Unito (7 maggio) e in Spagna (6 maggio).

I Paesi dove la tassazione è meno stringente sono la Bulgaria, che raggiunge il tax freedom day il 16 aprile e la Romania, il 5 aprile. In testa alla classifica troviamo l’Irlanda dove i giorni di lavoro necessari per pagare le tasse sono 86 e la liberazione fiscale è il 27 marzo.

Print Friendly
Tags: , , , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*