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Mutui casa, aumentano le erogazioni per gli under 30 con contratto a tempo indeterminato

L’analisi è stata realizzata dai siti Facile.it e Mutui.it, per fare il punto sul settore mutui bancari e capire a chi vengono erogati i finanziamenti per l’acquisto di un immobile.

Attraverso l’elaborazione di un campione di 50.000 richieste di finanziamento, presentate tramite i due portali nel periodo che va dal gennaio 2013 a dicembre 2017, si è potuto constatare che le banche sono diventate sempre più esigenti nell’erogare mutui e hanno premiato i possessori di un contratto a tempo indeterminato ben 9 volte su 10.

«Da un lato i dati indicano che l’aumento generale della fiducia dei consumatori e il miglioramento delle condizioni lavorative hanno contribuito a far crescere la richiesta di mutui da parte di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Dall’altro lato, però, fanno pensare ad un atteggiamento più prudente da parte delle banche, che considerano la stabilità lavorativa ormai come elemento fondamentale per concedere un mutuo. Fattore che, in assenza di garanti terzi, limita fortemente la possibilità che un lavoratore precario riesca ad ottenere un prestito».

Un aspetto rilevante è anche l’età dei richiedenti. Dall’analisi dei mutui erogati la percentuale di under 30 che è riuscita a ottenere il finanziamento è passata dal 2% del totale nel 2013 al 12% nel 2017, a fronte di un incremento dei richiedenti registrata nell’arco di osservazione che è passata dal 3% del 2013 ad addirittura il 31% di fine 2017.

Variazioni anche nell’importo medio richiesto dai lavoratori a tempo indeterminato, che è passato dai 122.600 euro del 2013 ai 130.237 euro del 2017 (+6,2%). L’erogato, invece, è aumentato da 117.700 euro del 2013 ai 128.770 euro del 2017 (+9,4%).

Le resistenze degli istituti di credito all’erogazione di mutui verso lavoratori con contratto a tempo determinato o precario sono spiegabili dalla naturale garanzia maggiore offerta da chi detiene un contratto a tempo indeterminato, cosa che spinge i giovani lavoratori precari a dover ricorrere a fideiussioni da parte dei genitori. 

Fonte: Facile.it

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