Consumatori / Gusto & Salute

5 febbraio giornata di prevenzione dello spreco alimentare

Dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sullo spreco di cibo in Italia emerge un quadro rassicurante rispetto al passato, merito della maggiore consapevolezza dei consumatori che prestano più attenzione alle date di scadenza, così come della abitudine a richiedere la così detta “doggy bag” per il cibo non consumato nei ristoranti, e anche della semplificazione per le donazioni di cibo da parte delle imprese del settore della distribuzione, della ristorazione e delle mense, dovuta alla legge Gadda 166/16 sugli sprechi alimentari.

Secondo questa indagine gli sprechi maggiori continuano ad avvenire nelle nostre case, ma il 40% degli italiani dichiara di averli diminuiti, il 31% addirittura azzerati, il 22% è rimasto in linea con gli sprechi dell’anno precedente, il 7% invece dichiara di averli aumentati.

Oltre all’indagine Coldiretti/Ixe’ quest’anno, per la prima volta, abbiamo a disposizione dei dati reali, che fotografano la situazione del nostro Paese. Grazie al progetto Reduce del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Università della Tuscia, il Politecnico di Milano e l’Università di Udine, sono stati redatti dei “diari delle famiglie” da un campione di 400 famiglie distribuite in tutta Italia e raccolti dati anche da campioni significativi di supermercati, ipermercati italiani e di mense scolastiche.

Le famiglie: il campione di 400 famiglie medie ha annotato sui diari, per una settimana, la quantità di cibo finito nella spazzatura, il tipo di cibo e i motivi per cui è andato sprecato. Reduce ha potuto così quantificare che ogni famiglia spreca 84,9 kg di cibo annui. Rapportato a livello nazionale significa buttare nel secchio 2,2 milioni di tonnellate di cibo l’anno, 8,5 miliardi di euro. Primo alimento sprecato è la verdura, seguita da latte e latticini, poi frutta e prodotti da forno, che sono beni più facilmente deperibili, e che vengono gettati perché scaduti, deteriorati o anche perché non sono piaciuti.

Supermercati e Ipermercati: il campione in esame era composto da 16 punti vendita, 3 ipermercati e 13 supermercati. 9,5 kg all’anno, per mq di superficie di vendita, è lo spreco rilevato negli ipermercati e 18,8 kg all’anno, per mq di superficie di vendita, nei supermercati. Tutti prodotti che potrebbero essere ridestinati con maggiore facilità rispetto agli sprechi domestici.

Mense scolastiche: prese a campione 73 mense della scuola primaria, tra Emilia-Romagna, Lazio e Friuli Venezia Giulia, sono stati monitorati in totale quasi 110.000 pasti. Purtroppo qui la situazione peggiora, un terzo del pasto viene sprecato, 120 gr di cibo a testa, tra quello lasciato nel piatto, quello che resta in mensa o in classe. Il cibo maggiormente non gradito dai nostri bambini, purtroppo, è la frutta.

Un giornata, quella di oggi, per meditare sui nostri comportamenti sbagliati, un invito a riflettere sul maggiore impegno da parte di tutti a comprare il cibo nella giusta quantità, perché l’eccesso diventa spreco, con un occhio rivolto alle future generazioni verso le quali, oggi, rivolgere una corretta educazione all’alimentazione.  

Print Friendly
Tags: , , , , , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*