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Accordo Nazionale AIO, Claudio Treves (Segretario Generale NIDIL CGIL): Accordo trova equilibrio tra esigenze imprese e tutele lavoratori

Presentato l’Accordo AIO (Associazione Italiana Outbound) per la regolamentazione delle collaborazioni nelle aziende di call center outbound

L’accordo siglato il 14 giugno 2016 da Felsa CISL, Nidil Cgil e AIO, introduce nuove forme di tutela per i collaboratori e nuove modalità di definizione del compenso al fine di incentivare la produttività

Presentato, martedì 5 dicembre presso la Sala Nilde Iotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli in Roma, l’Accordo Quadro Nazionale sottoscritto da AIO (Associazione Italiana Outbound)Felsa CISL e Nidil Cgil, per la regolamentazione dell’attività di collaborazione coordinata e continuativa svolta dagli operatori di call center addetti alla vendita diretta di beni e servizi, all’attività di recupero crediti e attività ad esse correlate in modalità outbound.

Nel corso dell’evento “Le nuove forme di tutela per gli operatori di contact center”, organizzato dall’Associazione Italiana Outbound (AIO) e dall’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC), in collaborazione con Confassociazioni, sono state approfondite le novità contenute nell’Accordo Nazionale. Per la prima volta nelle collaborazioni vengono delineati i profili professionali in base alle peculiari competenze delle attività svolte e si prestabilisce un compenso diverso a seconda del diverso profilo professionale. Prevista poi la possibilità di introdurre, con un accordo di II livello, l’elemento del variabile nel compenso, ossia, di suddividere il compenso in una quota fissa e una parte variabile. L’Accordo AIO introduce, inoltre, nuove tutele per i collaboratori, in caso di maternità e paternità. Previsto poi il riconoscimento della sospensione lavorativa in caso di gravi e comprovati motivi personali e in caso di recupero psicofisico e di congedi parentali.

Claudio Treves, Segretario Generale Nidil Cgil, ha sottolineato come l’Accordo Nazionale AIO disciplini l’attività di collaborazione coordinata e continuativa, svolta dagli operatori di call center outbound, “trovando un equilibrio piuttosto avanzato tra le esigenze che le imprese hanno di flessibilità ed efficacia dell’organizzazione, con le tutele di questi lavoratori che, in base alle disposizioni di legge, sarebbero sostanzialmente privi di qualunque protezione. Quindi da questo punto di vista – ha continuato il Segretario Generale Nidil Cgil – lo riteniamo un punto oggettivamente avanzato in un settore come quello dei call center caratterizzato da una giungla competitiva spesso fondata su contratti che scaricano sui lavoratori le esigenze di competitività”.

Guarda l’intervista a Claudio Treves, Segretario Generale Nidil Cgil

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