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Legge 3/2012: la norma per aiutare i sovraindebitati, ma ancora poco applicata

Lo strumento introdotto nel 2012 stenta a decollare. I motivi vanno ricercati nella scarsa conoscenza di questa misura, ma anche in alcuni difetti strutturali

L’Italia mostra i primi timidi segnali di miglioramento, tuttavia il Paese resta ancora segnato da forti disuguaglianze e difficoltà. Molte famiglie, professionisti e imprese si trovano ad affrontare pesati problematiche di natura economica. Soggetti che senza una reale colpa, per esempio a causa della perdita del lavoro o di una malattia, non sono più in grado di far fronte ai propri debiti.

Nel 2012 per andare incontro a queste situazioni e affrontare il fenomeno del sovraindebitamento, è stata introdotta la legge numero 3 del 2012. La norma è rivolta ai soggetti non fallibili, ovvero coloro che non sono in possesso dei requisiti per accedere alle procedure concorsuali, come il fallimento e il concordato preventivo. I requisiti per poter accedere a questo strumento sono lo stato di sovraindebitamento e la meritevolezza, cioè dimostrare che l’attuale situazione di difficoltà non è stata causata dalla cattiva amministrazione delle proprie finanze, ma da eventi che hanno modificato la propria condizione economica come, appunto, il licenziamento o problemi di salute.

Le procedure previste sono tre: piano del consumatore, rivolto alle sole persone fisiche, che permette la rinegoziazione dei debiti per renderli più sostenibili per il soggetto; l’accordo con i creditori, che prevede di poter tagliare i propri debiti in accordo con almeno il 60% dei creditori; la liquidazione del patrimonio.

La legge, tuttavia, risulta attualmente poco conosciuta e poco utilizzata, anche a causa di alcuni difetti di forma che richiederebbero alcune modifiche, al fine di renderla fruibile da tutti i cittadini.

Di questo se ne è parlato al convegno “Un passo oltre la legge 3/2012“, organizzato lo scorso 23 settembre a Torino, al quale hanno partecipato avvocati, commercialisti ed esperti. Salvatore Taverna dell’Associazione Sportello Sostenibile, nell’intervista rilasciata al TGR Piemonte, ha proprio ribadito gli aspetti che non permettono di far decollare la norma. Un procedimento definito lungo, costoso e che necessiterebbe, per la sua corretta applicazione, di cambiamenti strutturali.

Guarda il servizio del TGR Piemonte al minuto 4:40

In passato anche l’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) si è soffermato su questa tematica, organizzando lo scorso 22 giugno il Workshop “Legge sul sovraindebitamento: salva-suicidi o ammazza imprese?”, nel corso del quale sono stati approfonditi gli aspetti tecnici, ma anche le implicazioni sociali e psicologiche. Diverse le criticità riscontrate e gli interventi ritenuti necessari per migliorare la legge e colmare alcune lacune.

Guarda le interviste dei partecipanti al Workshop “Legge sul sovraindebitamento: salva-suicidi o ammazza imprese?”

Argomento trattato anche nel corso del primo tavolo di lavoro sulla proposta di legge “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”,organizzato lo scorso 19 settembre, presso la Camera dei Deputati, dall’OIC e dall’onorevole Paolo Petrini, primo firmatario della proposta.
L’incontro, finalizzato ad aprire un confronto costruttivo sulla proposta di legge, attualmente in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, ha visto la partecipazione di alcuni dei maggiori esperti del settore.

Guarda le interviste

L’OIC ha ora in programma di organizzare un nuovo incontro per approfondire la tematica, al quale parteciperanno esperti nella materia, esponenti delle associazioni di consumatori e imprese. L’appuntamento è previsto per questo autunno.
Una interessante occasione di confronto per approfondire quanto emerso nel corso del primo incontro e analizzare le prospettive future. 

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