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AITEC rigetta le accuse della AGCM e ricorrerà dinanzi al TAR

AITEC, l’Associazione tecnico economica del cemento, annuncia in una nota stampa che ricorrerà al TAR contro la decisione dell’Antitrust di sanzionare le sue aziende Associate e la stessa Associazione di categorie, per una presunta intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’art. 101 del TFUE.

“AITEC rigetta in toto le accuse formulate nei suoi confronti,  – si legge nel comunicato – perché del tutto destituite di fondamento, e le considera gravemente lesive della sua immagine”. AITEC spiega quindi che “impugnerà dinanzi al TAR la decisone, che considera gravissima e ingiusta, e ricorrerà ove necessario in tutti i possibili gradi di giudizio affinché venga ristabilita la verità”.

Nel comunicato l’Associazione di Confindustria sottolinea di operare “nell’interesse dei suoi Associati, nel rispetto della legge e secondo canoni di condotta improntati a principi etici. Nella sua azione istituzionale l’Associazione promuove la concorrenza, spingendo le aziende verso standard di comportamento sempre più elevati”.

“Durante gli anni oggetto dell’indagine, – prosegue il comunicato –  AITEC ha operato un significativo e progressivo rafforzamento dei presidi interni di legalità: l’adozione di un codice di condotta e di linee guida sui rapporti con i partner commerciali; l’istituzione di un gruppo consultivo di esperti sulla legalità ed etica; l’adozione di un programma di compliance e la nomina di un compliance officer, per citare solo alcuni passaggi”.

“A dispetto di ciò e dell’assoluta mancanza di evidenze probatorie, – continua AITEC – l’AGCM ha seguito una tesi precostituita e non corroborata da evidenze fattuali, vedendo nell’Associazione il foro improprio di interlocuzioni illecite tra concorrenti. In particolare, in contrasto con il precedente procedimento comunitario, è stato messo sotto accusa un sistema di raccolta di dati aggregati da cui era impossibile risalire alle informazioni relative ai singoli operatori. Tale sistema era stato introdotto per far fronte ai ritardi nel rilascio delle statistiche ufficiali del MISE, nonché affidato in gestione ad una società terza accreditata per assicurare la confidenzialità dei dati aziendali oggetto di distribuzione”.

“È paradossale – conclude AITEC – dover sopperire alle inefficienze di un operatore pubblico e vedersi poi accusati di una pratica anticoncorrenziale”.

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