Consumatori / Credito / OIC

Tutela del credito, la necessità di un ministero adeguato

di Gabriele Costantini
Avvocato del Foro di Roma, esperto in diritto civile e nella gestione dei rapporti di credito

L’attività di tutela del credito è disciplinata dagli articoli 115 e seguenti del Tulps, risalente al 1931. Coloro che vogliono operare nel settore, devono ottenere una licenza di pubblica sicurezza, presentando una dichiarazione di inizio attività presso la Questura territorialmente competente, dimostrando di possedere i semplici requisiti che il Tulps richiede.

L’attività è posta sotto la vigilanza del ministero dell’Interno, ma cos’è stato fatto in questi anni per regolare e normare un settore tanto strategico?

Le uniche modifiche, dal lontano 1931, si sono concretizzate esclusivamente nell’emanazione di diverse Circolari Ministeriali, tese a disciplinare solo dettagli marginali senza definire in modo univoco le modalità e i limiti dell’attività, che non hanno apportato alcun beneficio tangibile al settore che rimane ancora privo di una disciplina organica e contestualizzata alla situazione attuale in cui viviamo, ben diversa da quella disciplinata dal Legislatore nel lontano 1931. Solo negli ultimi anni si è cercato di porre rimedio alle carenze delle attuali norme attraverso alcuni interventi legislativi, non collegati tra loro, (dalla normativa sulla privacy alla normativa antiriciclaggio) con effetti abbastanza incerti. Emblematico, inoltre, il caso della Circolare del Ministero dell’Interno n. 559/C.22103.12025(1) del 2 luglio 1996 (c.d. Circolare “Masone”, dall’allora Capo della Polizia che la emanò) che sancì l’efficacia territoriale della licenza di polizia. Numerosi furono i ricorsi ai Tar e l’Ue aprì persino un formale procedimento d’infrazione contro l’Italia per l’illegittimità dei limiti territoriali imposti. Il 18 luglio 2007 arrivò quindi dalla Prima Sezione della Corte di Giustizia Europea la condanna dell’Italia (Causa C-134/05 – Commissione Europea c/o Repubblica Italiana). Le medesime considerazioni della Corte di Giustizia Europea furono poi successivamente recepite prima dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 557/PAS/11858.12015(1) del 2 gennaio 2008 e successivamente dall’art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101, che portò alla modifica dell’art. 115 del Tulps.

È poi doveroso sottolineare che, nel corso degli anni, i controlli effettuati dalle Questure, per il riscontro dell’osservanza degli adempimenti richiesti dal Tulps, risultano essere molto pochi. I controlli effettuati hanno inoltre prodotto pochissimi risultati e quindi, purtroppo, uno spreco di tempo e di risorse per lo Stato. Senza considerare le diverse interpretazioni nei diversi territori che hanno portato a richiedere alle imprese di recupero adempimenti differenziati da una zona all’altra del Paese o, nell’ipotesi peggiore, da una zona all’altra della medesima città.

Queste evidenze, ma ancor più la natura dell’attività svolta dalle società di recupero crediti, negli anni hanno portato a sollevare un acceso dibattito sull’eventualità di apportare un cambiamento e affidare la vigilanza al ministero della Giustizia, ritenuto il più indicato per disciplinare e migliorare il settore. Va proprio in questa direzione il disegno di legge, a firma dell’onorevole Paolo Petrini, “Disciplina dei servizi per la tutela del credito” (Atto Camera 4261), che propone di riunire sotto l’egida di un unico Ministero il monitoraggio di tutto il processo end to end, cioè dalla lavorazione stragiudiziale/mediazione fino all’eventuale recupero legale. Il disegno di legge è attualmente in Commissione Giustizia della Camera, come peraltro il disegno di legge presentato dall’onorevole Giorgia Meloni che mira alla “modifica all’articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori commesso nell’esercizio di attività di recupero di crediti” e il disegno di legge “Disciplina dell’attività di recupero crediti” presentato più recentemente dall’onorevole Marco Di Maio.

Senza nulla togliere a quanto fatto di buono in questi anni, risulta ormai evidente la necessità di intervenire per riformare l’intero impianto normativo e affidare il settore a un ministero maggiormente competente in materia, sia per garantire un maggiore controllo, e quindi maggiori tutele per i consumatori, sia per assicurare la giusta crescita alle società che si occupano di tutela del credito.

Nonostante gli sforzi fatti, anche dall’associazione di categoria Unirec, il comparto non vive uno dei suoi momenti più rosei. Come si legge nel VII Rapporto Unirec, le società di recupero crediti, hanno subito “una riduzione di € 7,8 milioni degli utili complessivi: da € 21,9 milioni del 2014 a € 14,1 milioni del 2015, con una flessione del 35% rispetto all’anno precedente; il rapporto “utile d’esercizio/totale dei ricavi” ha registrato un’ulteriore flessione dal 4% del 2014 al 2,4% del 2015; nel 2015 sono n. 39 le aziende che hanno chiuso in perdita, un dato in crescita del 30% rispetto al 2014 (20,9% delle 186 società di capitale analizzate)”.

L’assenza di regole certe ed efficaci non offre al comparto le giuste leve per poter affrontare la difficile situazione. Affidare il settore al ministero di Giustizia e costituire un Organismo di regolazione e controllo, come previsto dal DDL Petrini, potrebbero invece assicurare i giusti strumenti per compiere questo cambiamento.

La necessità di una nuova disciplina del settore del recupero del credito, è resa ancora più attuale dalle ultime evoluzioni legislative. Le attività di tutela del credito presentano infatti notevoli similitudini con quanto previsto dal decreto Alfano (D.Lgs. n. 28/2010) in materia di mediazione obbligatoria: le attività svolte dalle aziende di tutela del credito accompagnano, difatti, creditori e debitori verso una composizione amichevole delle controversie evitando di pervenire a contenziosi che intaserebbero ancor di più la macchina giudiziaria, ormai allo stremo. Proprio come nella mediazione obbligatoria, attraverso le attività di tutela del credito, e dunque, attraverso uno strumento stragiudiziale, con “meno stress” e con meno costi per il consumatore, viene fronteggiato il crescente slittamento dei tempi di pagamento e vengono sanati, in via bonaria, milioni di potenziali contenziosi.

L’importanza di incrementare soluzioni stragiudiziale per il recupero dei crediti è stata di recente sottolineata anche dal Fondo monetario internazionale (Fmi) e dall’Ocse che vedono nelle attività extragiudiziali la giusta strada da percorrere per velocizzare le procedure di recupero ed evitare di rimanere incastrati nel sistema giudiziario dei tribunali.

Una scelta, quella di affidare la gestione del comparto al ministero della Giustizia, già fatta dalla Germania, che da qualche anno (precisamente con la Legge federale sui servizi legali del 12 dicembre 2007) ha riformato il settore ponendolo sotto la vigilanza del ministero della Giustizia tedesco.

 

 


Potrebbero interessarti anche:

Recupero crediti, incoraggiare soluzioni stragiudiziali come suggerito da Fmi e Ocse e introdurre nuove regole per rendere più efficiente l’attività
Recupero crediti, incoraggiare soluzioni stragiudiziali come suggerito da Fmi e Ocse e introdurre nuove regole per rendere più efficiente l’attività

Il vicepresidente di OIC, Gianluca Di Ascenzo
Recupero crediti, presentato alla Camera disegno di legge per la riforma del settore. Intervista al Presidente Codacons, Gianluca Di Ascenzo

Konsumer Italia entra in OIC. Intervista al Presidente Fabrizio Premuti: “Proposta di legge Petrini giusto equilibrio tra necessità osservare rispetto verso il cittadino e dare i giusti strumenti di manovra per le imprese”

Konsumer Italia entra in OIC. Intervista al Presidente Fabrizio Premuti: “Proposta di legge Petrini giusto equilibrio tra necessità osservare rispetto verso il cittadino e dare i giusti strumenti di manovra per le imprese”


Ddl Recupero Crediti, intervista all’avvocato Bisogni: “Proposta equilibrata che permetterebbe al settore di fare un vero salto di qualità”


Riforma recupero crediti, disegno di legge in Commissione Giustizia. Intervista a Luigi Bauco amministratore di Idea 4 Business

Recupero crediti, presentato DDL: “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”. Le interviste
Recupero crediti, presentato DDL: “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”. Le interviste

Print Friendly
Tags: , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*