Pubblica Amministrazione

Cribis, meno di un’azienda su quattro della Pa puntuale nei pagamenti. Crisi per Asl e sanità, meglio gli enti territoriali, comunque virtuosi solo nel 14,8% dei casi

Solo il 23,6% delle imprese della PA è un pagatore puntuale verso i fornitori, contro la media delle imprese italiane del 35,6%. Nel primo trimestre del 2017 i pagamenti puntuali nel settore della Sanità e delle ASL sono stati sostanzialmente nulli. Il nord più virtuoso del sud.

L’analisi dei pagamenti nella PA nel primo trimestre 2017 realizzata da CRIBIS

Nel primo trimestre del 2017 solamente il 23,6% delle aziende della Pubblica Amministrazione ha saldato alla scadenza i propri debiti economici con i fornitori. Una performance nettamente inferiore rispetto alla media delle imprese italiane, che è risultata pari al 35,6%.

Per quanto riguarda invece i ritardi gravi, uno dei principali indicatori dello stato di salute di un’impresa, il 24% paga con oltre un mese di ritardo, il doppio rispetto alla media nazionale, pari al 12%. Dunque meno di un’impresa su quattro della PA rispetta abitualmente i termini di pagamento prestabiliti, mentre un altro quarto delle aziende fatica a saldare i debiti, performance non positive rispetto alla media degli altri settori italiani.

Sono i risultati dello Studio Pagamenti, aggiornato a fine marzo 2017, realizzato da CRIBIS, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato le abitudini di pagamento delle imprese impegnate nel settore della Pubblica Amministrazione.

Se si paragonano inoltre le ultime rilevazioni dello Studio Pagamenti con quelle del 2010, il confronto mette in mostra gli attuali problemi che la PA ha nel saldo delle fatture nei confronti dei fornitori. Se da un lato sono cresciuti di 12,1 punti percentuali le aziende della PA che pagano puntualmente, dall’altro sono aumentate anche quelle con ritardi gravi, passate dal 20,0% del 2010 all’attuale 24%. All’interno di questo scenario il dato che stupisce in negativo è quello relativo ai pagamenti nel settore della sanità e delle Asl, che ha una quota di pagatori puntuali sostanzialmente nulla. Il 44,6%, invece, salda entro il mese di ritardo, mentre il restante 55,4% delle aziende della sanità paga generalmente con grande ritardo.

Situazione leggermente migliore per gli Enti Territoriali, virtuosi nel 14,8% dei casi. Gli Enti territoriali che pagano entro il mese di ritardo sono invece pari al 57,2%, i ritardi gravi sono il 28%.

“La PA è un settore strategico per le imprese italiane, essendo destinataria di una grande quantità di beni e servizi – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS –. Purtroppo i dati emersi dal nostro osservatorio mettono in evidenza le grandi difficoltà di questo settore che vanno ad impattare negativamente sulle imprese fornitrici che non vedono rientrare i propri crediti nei tempi prestabiliti. Si crea dunque un effetto domino che va a coinvolgere tutta la filiera, che rischia di non avere disponibilità di cassa per pagare a sua volta i propri fornitori. Il dato che più preoccupa i pagamenti della PA è quello relativo ai ritardi gravi: ben un’impresa su quattro della PA salda i propri debiti con i fornitori oltre il mese di ritardo, il doppio rispetto alla media nazionale. E non è tutto. Il settore della Sanità e delle Asl ha delle performance preoccupanti: le realtà che pagano abitualmente nei termini prestabiliti sono praticamente nulli, mentre quelle che pagano con ritardi gravi colpiscono un’impresa su due. Segnali chiari di un comparto strategico in forte crisi. C’è dunque molto da lavorare per migliorare la puntualità dei pagamenti di questo settore. Ci sono poi aree più virtuose, come il nord ovest, dove il 28,2% delle imprese è virtuoso, mentre al sud e nelle isole lo scenario rimane preoccupante. C’è sicuramente chi si sta impegnando per rispettare i termini o almeno ridurre i ritardi, ma non è ancora sufficiente. E’ fondamentale che tutte le aziende della PA si impegnino a migliorare le proprie performance di pagamento. Per questo possiamo affermare che, come è già avvenuto per le imprese di altri settori, anche i fornitori della PA inizieranno a valutare e a offrire condizioni migliori a quelle realtà che sono più virtuose e attente al rispetto dei termini di pagamento. Così anche per comuni, regioni, ASL e tutti gli altri soggetti della PA essere dei buoni pagatori sarà sempre più un’importante elemento della propria reputazione”.

Tornando al settore delle ASL e della Sanità, le elaborazioni di CRIBIS mettono in evidenza il crollo della puntualità nei pagamenti nel corso degli ultimi sette anni. Nel 2010 i pagamenti alla scadenza erano comunque bassi, pari al 4,8% del totale, mentre le aziende della PA con ritardi gravi erano il 49,7%; ora sono il 55,4%.

A livello territoriale è il Nord Ovest l’area più virtuosa: il 28,2% salda abitualmente alla scadenza le fatture, mentre il 19% oltre il mese di ritardo dai termini prestabiliti. Performance leggermente inferiori per la Pubblica Amministrazione del Nord Est, che è meno puntuale (24%) ma anche meno ritardatario (14,2%). Situazione diametralmente opposta per il sud e le isole, dove i ritardi gravi sono pari al 39,3% del totale.

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