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Acqua, Blue Book 2017: reti vecchie, sanzioni Ue e investimenti insufficienti. La strada è ancora in salita GUARDA LE INTERVISTE

Reti vecchie, investimenti insufficienti e sanzioni dall’Unione europea per i ritardi nella depurazione. Nonostante il miglioramento degli ultimi anni, a seguito delle competenze regolatorie all’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico (AEEGSI), il sistema idrico nazionale soffre di criticità. È quanto emerge dal Blue Book 2017, lo studio sui dati del servizio idrico promosso da Utilitalia, realizzato dalla Fondazione Utilitatis con il contributo della Cassa depositi e prestiti, presentato il 31 gennaio a Roma.
Le reti, rende noto lo studio, presentano un elevato grado di vetustà, tanto che il 60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa (percentuale che sale al 70% nei grandi centri urbani); il 25% di queste supera i 50 anni (arrivando al 40% nei grandi centri urbani). Le perdite delle reti acquedottistiche hanno percentuali differenziate: al Nord ci si attesta al 26%, al Centro al 46% e al Sud al 45%.
Alla vetustà delle reti e alla necessità di investimenti sugli acquedotti per limitare le perdite, si collega l’argomento prioritario: il fabbisogno di investimenti sulla “depurazione delle acque reflue”. Circa l’11% dei cittadini, infatti, non è ancora raggiunto dal servizio di depurazione. La conseguenza – oltre a incalcolabili danni per l’ambiente e la qualità delle acque marine e di superficie – è nelle sanzioni europee comminate all’Italia, colpevole di ritardi nell’applicazione delle regole sul trattamento delle acque.
Di fronte a queste urgenze, gli investimenti programmati nel primo periodo regolatorio (2014-2017), si attestano su un valore medio nazionale di circa 32 euro per abitante all’anno. Se ai 32 euro programmati sulla base delle “tariffe” si aggiunge la quota di contributi e fondi pubblici, si può arrivare a 41 euro/abitante/anno. Dato ben lontano dagli 80 euro per abitante che sarebbero necessari a coprire un fabbisogno totale di investimenti stimato in circa 5 miliardi all’anno.
Sul fronte tariffario, peraltro, l’Italia resta ancora uno dei Paesi con livelli tariffari più bassi. Nei confronti internazionali riportati nel Blue Book, lo stesso metro cubo di acqua che a Berlino costa 6,03 dollari, ad Oslo 5,06 dollari, a Parigi 3,91 e a Londra 3,66 dollari, a Roma si paga soltanto 1 dollaro e 35 centesimi.
Altro problema rilevante del settore idrico è sicuramente rappresentato dalle morosità, mancati pagamenti che comportano un aumento considerevole delle bollette dei cittadini.

Il Presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, ha esposto i punti sui quali lavorare per migliorare il settore. Partendo dagli investimenti, fino ad arrivare al problema delle morosità.

Guarda l’intervista al Presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti

 

Il Presidente della Fondazione Utilitatis, Federico Testa, ha parlato della necessità di investimenti nel settore, della morosità e degli obiettivi che si prefigge di raggiungere la Fondazione Utilitatis con le sue ricerche.

Guarda l’intervista al Presidente della Fondazione Utilitatis, Federico Testa

 

Anche la Vice Presidente di Utilitalia, Catia Tomasetti, si è concentrata sugli investimenti nel settore e sul problema dei mancati pagamenti.

Guarda l’intervista al Vice Presidente di Utilitalia, Catia Tomasetti

Il Presidente Nazionale di Assoutenti, Furio Truzzi, ha sottolineato le criticità da affrontare: la morosità e le sanzioni europee comminate all’Italia che si ripercuotono sulle bollette dei consumatori.

Guarda l’intervista al Presidente Nazionale di Assoutenti, Furio Truzzi

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