Credito / Pubblica Amministrazione

Ddl Ricchiuti su recupero crediti insoluti nella Pa, un’opportunità per enti locali e consumatori

La crisi economica e i tagli effettuati dallo Stato hanno messo in seria difficoltà le finanze degli enti locali, con pesanti ripercussioni anche sui cittadini che hanno subito forti incrementi delle imposte locali. Tra il 2011 e il 2014, stando alla relazione sulla finanza locale della Corte dei Conti, i Comuni hanno subito tagli per circa 8 miliardi di euro. Tagli che sono stati compensati da “aumenti molto accentuati” delle tasse locali “per conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure correttive del governo”. Una situazione critica che ha portato, sottolinea la Corte dei Conti, il peso del fisco “ai limiti della compatibilità con le capacità fiscali locali”. Negli ultimi tre anni la pressione fiscale dei Comuni è infatti aumentata progressivamente passando dai 505,5 euro del 2011 ai 618,4 euro pro capite del 2014. A complicare questa situazione la difficoltà che gli enti locali riscontrano nella riscossione delle somme dovute.
È in questo scenario che si inserisce la proposta di legge “Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione” della Senatrice Lucrezia Ricchiuti che si prefigge l’obiettivo di trasformare in una regola certa l’esternalizzazione della fase stragiudiziale del recupero crediti da parte degli enti locali. Attualmente non esiste infatti alcun divieto che impedisca a una Pubblica amministrazione di affidare a una società esterna l’attività di recupero crediti, tuttavia quello che ancora manca è un provvedimento che disciplini questa attività. L’obiettivo è di consentire ai Comuni di avvalersi di società specializzate che saranno in grado di gestire l’attività di recupero in modo celere ed efficiente. Sono infatti tre i difetti che la senatrice Ricchiuti riscontra nell’attività di riscossione portata avanti dagli enti locali: i tempi di gestione risultano essere troppo lunghi, la percentuale di recupero troppo contenuta e si riscontra infine una assenza di modelli dedicati al recupero stragiudiziale dei tributi locali.
A giovare dell’esternalizzazione di questa attività saranno anche i contribuenti onesti che molto spesso, a causa di coloro che fanno della morosità un vizio, si trovano a non poter usufruire di servizi adeguati. Inoltre scegliere di affidare la gestione dei crediti insoluti a società esterne specializzate nel settore, permetterà di offrire una strada più umana a coloro che non riescono a onorare i propri debiti perché si trovano in una situazione di momentanea difficoltà finanziaria: invece di ricevere una lettera di ingiunzione avranno la possibilità di avere un contatto diretto con una persona che potrà aiutarli a individuare la soluzione più adeguata alle proprie esigenze.
Il disegno di legge, attualmente in discussione alla Commissione Finanze del Senato, è stato oggetto del convegno “La gestione di crediti insoluti verso la PA” organizzato lo scorso 29 novembre dalla stessa senatrice per promuovere un momento di approfondimento e un confronto aperto con politici, amministratori e imprese.

Abbiamo intervistato la senatrice Lucrezia Ricchiuti che ha spiegato cosa l’ha spinta a presentare questo DDL e i vantaggi per enti locali e consumatori.

Presente al convegno il senatore Federico Fornaro che ci ha spiegato nel dettaglio cosa prevede il DDL “Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione”.

Il presidente di Movimento Difesa del Cittadino, Francesco Luongo, che ai nostri microfoni ha esposto la sua opinione in merito alla proposta di legge.

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One Comment

  1. Post ben fatto ed esaustivo. Complimenti

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