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Telecom: Agcom stoppa il “manovrone”. Cartellino giallo sui cliente di rete fissa

di Antonio D’Agata

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel Consiglio del 20 aprile scorso, ha approvato, su proposta del relatore, Antonio Nicita, un provvedimento relativo alle nuove condizioni contrattuali ed economiche su cui Telecom Italia si accinge a spostare la propria clientela residenziale di rete fissa. A seguito delle attività di verifica della manovra proposta da Telecom Italia svolte in questi mesi, l’Autorità ha riscontrato alcune criticità: in sostanza l’Agcom contesta l’impatto che il “manovrone” avrà anche sul servizio universale telefonico, cioè agcom palazzosull’obbligo di Telecom, in quanto ex monopolista, di portare le telefonate a tutti i cittadini italiani che ne fanno richiesta, anche laddove sia anti-economico (come per gli altri servizi universali come quelli delle Poste o dei trasporti, lo Stato italiano paga le società). Un vero e proprio richiamo ad una maggiore trasparenza e ad un graduale aumento dell’ampiezza dell’informazione, caratteristiche che di fatto appartengono alla natura di Agcom. Si tratta di un’operazione importante nei numeri, sono coinvolti circa 5 milioni di clienti. E’ alla luce del sole che l’obiettivo dell’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni riguarda esclusivamente i casi di rincari, con un passaggio dal vecchio trattamento tariffario base a uno nuovo, più complesso, ma con incrementi che possono arrivare quasi al 50% (da 18,5 euro a 29). Quindi si tratta di un vero e proprio stop al famoso “manovrone”, perché se è vero che le nuove tariffe dovranno entrare in vigore dal 1 maggio prossimo è praticamente impossibile che Telecom riesca ad ottenere un assenso scritto da oltre un milione di clienti interessati, come richiesto dal Presidente di Agcom Angelo Cardani. Ma non solo: sotto la lente c’è anche la semplificazione delle tariffe con il passaggio da 17 a soli 3 profili che di per sé è vista positivamente, a patto di dare maggiori informazioni ai clienti. Una vasta operazione del gruppo, partita in parallelo con il cambio di marchio che sia per il fisso che per il mobile è diventato Tim, ma di fatto la società continuerà a chiamarsi Telecom Italia.

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