Economia e Finanza

Prestiti: +42,4% nuovi mutui, +7,6 credito alle imprese e +9,5% credito al consumo

Migliora la situazione del credito in Italia. A marzo 2015 i prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia si sono attestati a 1.820 miliardi di euro, una cifra nettamente superiore, di quasi 121 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela di 1.699 miliardi di euro.
prestitiSegnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: i finanziamenti alle imprese hanno segnato nel trimestre dicembre 2014 – febbraio 2015 un incremento di circa il 7,6% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso trimestre, ha registrato un incremento annuo del 42,4% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del 9,5%. A marzo 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione negativa dello 0,9% nei confronti di marzo 2014, -1,5% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. I prestiti bancari a famiglie e imprese hanno segnato nel mese di marzo il miglior risultato da maggio 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.820 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.409 miliardi di euro.
Sul fronte dei tassi d’interesse, nel mese di marzo 2015 si è registrato un ulteriore calo. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,56%, minimo storico (3,60% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,70% (2,76% il mese precedente e segnando il valore più basso da ottobre 2010; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,36% (il valore più basso da giugno 2010) dal 2,40% di febbraio 2015 (5,48% a fine 2007).
A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è tuttavia ulteriormente cresciuta, con le sofferenze lorde che a febbraio 2015 sono risultate pari a quasi 187,3 miliardi, dai 185,5 miliardi di gennaio 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,8% a febbraio 2015 (8,5% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,5% per i piccoli operatori economici (14,4% a febbraio 2014; 7,1% a fine 2007), il 16,5% per le imprese (13,7% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,4% a febbraio 2014; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano a febbraio 2015 una diminuzione, passando da 81,3 miliardi di gennaio a 79,3 miliardi di febbraio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,38% a febbraio 2015 dal 4,50% di gennaio 2015 (4,27% a febbraio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).
prestitiIn diminuzione, invece, la raccolta a medio e lungo termine (cioè tramite obbligazioni) su base annua. A marzo 2015 si è registrato un calo del 13,7%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 68,1 miliardi di euro, il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a fine marzo 2015 – di 43,8 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,6%, +4,4% a febbraio 2015). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a marzo 2015 una diminuzione di circa 24,3 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,2% a febbraio 2015), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.699,1 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 186,5 miliardi.
A marzo 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,38% (1,40% a febbraio 2015; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,65% (0,66% a febbraio 2015), quello sui PCT all’1,40% (1,45% a febbraio 2015). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,08% dal 3,10% del mese precedente.
Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a marzo 2015 è risultato pari a 218 punti base (220 punti base a febbraio 2015). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

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