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Transparency International , lobbing: l’assenza di regole genera corruzione

corruzione2L’Italia e l’Europa hanno urgentemente bisogno di una riforma del sistema del lobbying. E’ quanto emerge dal report “Lobbying in Europe: Hidden Influence, Privileged Access”, pubblicato oggi, prima ricerca comparata europea sulla trasparenza del fenomeno del lobbying. L’analisi mostra che su 16 Paesi europei, solo 7 possiedono delle forme di regolamentazione del lobbying, e l’Italia non è tra questi. L’Italia, relativamente al lobbying, ha ottenuto un misero punteggio generale di 20 punti su 100 collocandosi al terzultimo posto tra i 19 Paesi europei analizzati. È per questo che Transparency International Italia chiede che venga introdotto nel nostro Paese un registro pubblico ed obbligatorio dei lobbisti, che ci sia più trasparenza negli incontri tra i lobbisti e i membri del Parlamento o i pubblici ufficiali e che venga regolamentato il fenomeno delle porte girevoli. In Italia in particolare è abbastanza facile passare dal settore pubblico al privato e viceversa, consentendo in questo modo a ex-pubblici ufficiali di andare ad esercitare attività di lobbying nei confronti dei loro passati datori di lavoro.corruzione

La Slovenia si colloca al primo posto in Europa, con un punteggio di 55 su 100, grazie al suo sistema di regolamentazione, che non è tuttavia privo di lacune. Cipro e l’Ungheria si posizionano invece agli ultimi posti con 14 punti su 100 e performance basse per tutti gli indicatori, in particolar modo per l’accesso alle informazioni. L’Italia, insieme ad altri due Paesi simbolo della crisi dell’eurozona, il Portogallo e la Spagna, è tra i cinque Paesi con i punteggi peggiori e dove le pratiche di lobbying e i rapporti tra il settore pubblico e finanziario sono particolarmente a rischio corruzione.

Secondo Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia “la mancanza di trasparenza nelle attività di lobbying crea terreno fertile per una cerchia ristretta di poteri in grado di far valere in maniera indebita i propri interessi particolari”. In Italia è stato riportato l’esempio dell’industria del gioco d’azzardo, nelle cui file dirigenziali non è difficile trovare ex-politici. Questo ha portato nel passato al ritiro di riforme del settore che andavano a favore dell’interesse pubblico ma contro l’industria del gioco d’azzardo. Nel settore dei trasporti poi, la totale assenza di regole sul lobbying ha impedito negli anni una liberalizzare del settore dei taxi. Anche in questo caso regole chiare e maggior trasparenza avrebbero potuto garantire a tutti i portatori di interesse pari opportunità di partecipazione al processo decisionale. La ricerca di Transparency International mostra che i settori in Europa più vulnerabili a pratiche poco trasparenti di lobbying sono l’industria dell’alcool, del tabacco, dell’energia, dell’automobile, il settore finanziario e quello farmaceutico.

Per reagire alla quasi totale mancanza di trasparenza del lobbying in Italia, Transparency International Italia lancia oggi una petizione per richiedere l’introduzione anche nel nostro Paese di una legge specifica a riguardo. La petizione Trasparenza nel lobbying, che contiene le richieste nel dettaglio di Transparency International Italia, è disponibile su Change.org.

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