Economia e Finanza

La Croazia azzera i debiti ai più poveri

Una misura senza precedenti quella introdotta in Croazia: la cancellazione dei debiti per le fasce più povere della popolazione. Il programma del governo mira all’eliminazione dei debiti accumulati per bollette e servizi pubblici e riguarderà circa 60mila cittadini debitiin difficoltà economiche su 4 milioni di abitanti.
Per poter accedere a questo diritto, e vedersi cancellare debiti fino a 4.500 euro (35 mila kune), è necessario avere un reddito mensile dell’intero nucleo familiare inferiore ai 330 euro (2.500 kune) e quello di ogni singolo componente non superiore ai 162 euro (1.250 kune). Per accedere bisogna, inoltre, pagare un affitto. Lo stipendio medio della popolazione lo scorso ottobre era di 737 euro.
Per il governo si tratta di una misura sociale e comporterà un spesa dello 0,1% del Pil, 46 milioni di euro. Al programma partecipano volontariamente, ma su incoraggiamento del governo, sei banche, alcuni operatori di telefonia mobile e fissa, alcune società finanziarie, i distributori di energia elettrica, gas e altri, molti Comuni ed enti locali.

Il governo croato, guidato dal premier socialista, Zoran Milanović, che ha adottato la particolare iniziativa è stato criticato dall’opposizione che ha visto nell’iniziativa una evidente mossa elettorale. Per alcuni, inoltre, l’iniziativa potrebbe incoraggiare i contribuenti a non pagare quanto dovuto. Milanović si è comunque detto soddisfatto: “è la prima volta che un governo prova a risolvere questo difficile problema e ne siamo fieri”.

Ma non si tratta dell’unico intervento in programma a favore delle classi più deboli.
In seguito alla decisione della Banca centrale Svizzera (Bns) di sganciare il franco svizzero dall’euro, con l’automatico apprezzamento sul mercato debitivalutario della moneta elvetica, i cittadini croati si sono ritrovati infatti ad affrontare non poche difficoltà per ripagare prestiti e mutui sottoscritti, negli anni precedenti la crisi, in franchi svizzeri. Quello che all’epoca era per i croati la scelta più conveniente, rischia ora di ritorcersi loro contro, con le rate dei mutui che potrebbero aumentare anche del 20%. La Croazia è quindi intervenuta annunciando di voler fissare (artificialmente) il tasso di cambio franco-kuna. E’ evidente che una misura di tale portata non farà la felicità degli istituti di credito che dovranno sostenere tutte le perdite. La misura, che deve ancora essere approvata dal Parlamento, dovrebbe restare in vigore per un anno, nonostante le banche si siano rese disponibili ad accettare il congelamento del cambio per soli tre mesi.

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