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Etichette alimentari, fronte comune per la trasparenza e le indicazioni

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Il ministro Maurizio Martina

Il governo italiano è al lavoro per trovare una posizione unitaria sul delicato tema dell’etichettatura della filiera agro-alimentare. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, in una missiva inviata al Mise, ha sottolineato l’esigenza di confermare l’attuale obbligo di indicazione della sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento dei prodotti. Il sollecito si è reso necessario in relazione al nuovo orientamento comunitario, più incline al capovolgimento della normativa che valorizza e tutela le eccellenze locali come il made in Italy. Come sta avvenendo con il TTIP (il trattato transoceanico Stati Uniti-Ue ndr), l’intero comparto agro-alimentare potrebbe subire uno scossone in nome del libero commercio e scambio tra Paesi.

Il ministro Guidi ha incassato le sollecitazioni del collega e si è detta “pienamente consapevole” della rilevanza del tema che investe un elemento portante del made in Italy, rilevando come “il percorso da seguire non possa non contemperare le diverse esigenze tra la componente agricola e quella industriale, in un’ottica di strategia comune dell’intera filiera e nell’interesse complessivo del Paese”. In tal senso, la titolare al Mise, ha proposto a Martina l’adozione di “iniziative comuni presso la Commissione europea e gli altri Stati membri dell’Unione al fine di assumere un ruolo trainante nella determinazione delle politiche e della normativa in un settore che ci vede tra i principali attori economici”.

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Il ministro Federica Guidi

La lettera sottolinea infine la necessità di intensificare il confronto costruttivo intrapreso tra i due dicasteri allo scopo di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo programmatico, condiviso dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “di aumentare il valore dell’export agroalimentare da 30 a 50 miliardi di euro in 5 anni per generare 100 mila nuovi posti di lavoro nel settore, difendendo e valorizzando la produzione nazionale”.

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One Comment

  1. Si segnala la recente petizione, su http://www.greatitalianfoodtrade.it, volta a ristabilire con urgenza l’obbligo della sede dello stabilimento sulle etichette dei prodotti alimentari italiani anzitutto, in attesa di ulteriori e certo non brevi discussioni a Bruxelles. Per evitare che, nella lunga gestazione del dibattito europeo, i distretti produttivi italiani possano subire ulteriori danni legati a imitazioni (c.d. Italian sounding) e delocalizzazioni.
    Grazie

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