Ambiente & Salute / Consumatori

Spese di Natale, gli italiani rinunciano ai regali ma non al cibo

Il Natale 2015 è caratterizzato da un clima di sfiducia generato dalla crisi economica: per intenderci sei italiani su dieci ha ridotto la spesa complessiva per le feste e regali. Inoltre dai sondaggi “di stagione” emerge una forte propensione alla ricerca del regalo utile, “green” e Made in Italy. Altro dato importante è che per la prima volta dall’inizio della crisi l’agroalimentare sorpassa i regali e diventa la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,1 miliardi di euro. Stando a quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè presentata all’Assemblea nazionale, emerge che la quota della spesa per il cibo risulta pari al 35 per cento del budget rispetto a quella per i regali che si ferma al 25 per cento. Un terzo della spesa di regali di nataleNatale è destinata a pranzi, cenoni e regali con un aumento del 10 per cento rispetto allo scorso per l’effetto congiunto della crisi che porta a ridimensionare le spese per i regali e a concentrarsi su spese utili, ma anche – sottolinea la Coldiretti – del boom dell’enogastronomia. Appena il 9 per cento degli italiani – precisa la Coldiretti – taglierà quest’anno la spesa per generi alimentari (erano il 12 per cento nel 2013), mentre ben il 40 per cento risparmierà sulle vacanze, il 38 per cento sui divertimenti e il 36 per cento sull’abbigliamento, mentre il 35 per cento si comporterà come lo scorso anno. Non si rinuncia dunque a preparare pranzi e cenoni o a gratificare parenti e amici con gustosi omaggi utili ma – continua la Coldiretti – si qualifica la spesa, con una netta preferenza di prodotti del territorio locali e Made in Italy. “Acquistare prodotti italiani in un difficile momento di crisi significa anche sostenere il lavoro, l’economia e il territorio”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura e l’alimentazione sono tra gli elementi di distintività del Paese che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”.

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