Economia e Finanza

Famiglie solide, ma piccole imprese a rischio

L’Eurozona non riesce proprio a dormire sonni tranquilli. Dopo l’affondo da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che ha lanciato l’allarme sul possibile rischio di una terza recessione in pochi anni e la Banca centrale europea che riduce le stime di crescita, anche la Banca d’Italia sottolinea gli aumentati rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla perdita di vigore della crescita e dai persistenti bassi livelli di inflazione. Il protrarsi della fase di stagnazione, continua Bankitalia nel suo Bollettino mensile, avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Valori eccessivamente ridotti dell’inflazione, inoltre, rendono più difficoltoso il processo di riassorbimento del debito, pubblico e privato, e implicano un inasprimento delle condizioni monetarie, con effetti negativi su consumi e investimenti.
A pesare sulla crescita anche la fragilità e l’eterogeneità della ripresa economica mondiale. I mercati finanziari appaiono esposti a repentini rialzi della volatilità, come accaduto intorno alla metà di ottobre per l’aggravarsi dei timori sulle condizioni politiche e finanziarie in Grecia.

famiglieFAMIGLIE – Le condizioni finanziarie delle famiglie italiane restano comunque solide. In presenza di una debole dinamica del reddito, alla modesta ripresa dei consumi delle famiglie ha corrisposto una flessione del risparmio. La ricchezza finanziaria è aumentata per effetto dell’incremento dei prezzi dei titoli in portafoglio. I bassi tassi di interesse contribuiscono a mantenere contenuta la vulnerabilità delle famiglie indebitate; secondo nostre valutazioni la quota dei nuclei familiari finanziariamente fragili crescerebbe in misura limitata anche a fronte di shock macroeconomici severi e di rialzi dei tassi.

impreseIMPRESE – Aumenta, invece, l’eterogeneità delle condizioni finanziarie tra le imprese. Il protrarsi della debolezza dell’economia costituisce il principale fattore di rischio per le imprese. È in atto un graduale riequilibrio della struttura finanziaria: si riduce il debito e aumenta il ricorso al mercato. Tra le aziende più grandi e tra quelle maggiormente orientate ai mercati esteri sono inoltre emersi segnali di miglioramento delle condizioni economiche. Le piccole imprese, in media meno patrimonializzate, restano più esposte ai rischi derivanti dalla congiuntura e dalle difficoltà di accesso al credito.

bancheBANCHE – Bankitalia si sofferma poi sullo stato di salute dei nostri istituti di credito. Il 26 ottobre sono stati diffusi i risultati dell’esercizio di valutazione approfondita dei bilanci delle maggiori banche dell’area dell’euro (comprehensive assessment), propedeutica all’avvio del Meccanismo di vigilanza unico. Per il Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige lo stress test ha rilevato esigenze di rafforzamento patrimoniale pari nel complesso a 2,9 miliardi (0,2 per cento del PIL). I due intermediari hanno già annunciato aumenti di capitale e hanno presentato i piani di ricapitalizzazione alle autorità di vigilanza. Confermata comunque la solidità del sistema bancario italiano nel suo complesso, nonostante le forti tensioni cui sono stati sottoposti negli ultimi anni. Le condizioni di liquidità delle banche italiane si sono ulteriormente rafforzate nel corso dell’estate, beneficiando del miglioramento dei mercati finanziari e della crescita dei depositi. Sui mercati all’ingrosso la raccolta obbligazionaria netta è rimasta positiva anche per le banche di media dimensione. È in crescita il volume di attività stanziabili prontamente disponibili, pur a fronte di una riduzione dell’ammontare delle obbligazioni bancarie garantite dallo Stato. La Banca d’Italia ha emanato nuove misure che ampliano la gamma dei prestiti bancari utilizzabili a garanzia presso l’Eurosistema.

creditoCREDITO – L’incertezza sulle prospettive economiche condiziona tuttavia ancora la ripresa del credito alle imprese. I prestiti alle società non finanziarie continuerebbero a diminuire anche nel 2015, seppur con un’intensità progressivamente decrescente. La contrazione dei mutui alle famiglie dovrebbe invece interrompersi già nel primo trimestre del prossimo anno. Si attenua, invece, il deterioramento della qualità dei prestiti. Nella prima metà del 2014 il flusso di nuovi prestiti deteriorati, in rapporto ai crediti in bonis, è ulteriormente diminuito. Il calo ha riguardato anche le nuove sofferenze, soprattutto quelle relative ai finanziamenti alle imprese; secondo informazioni preliminari i flussi di nuove sofferenze sarebbero stabili negli ultimi mesi. Migliorano anche i tassi di copertura dei crediti deteriorati. Cosa che può favorire la cessione e la cancellazione dei prestiti in sofferenza dai bilanci delle banche. La consistenza di tali crediti rimane tuttavia elevata nel confronto internazionale.

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