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Agenda digitale, Catania: “Vedo buone cose, ma bisogna passare ai fatti”

Nonostante l’elevata attenzione mediatica e la volontà politica dichiarata dal governo Renzi, per l’effettiva attuazione dell’Agenda digitale italiana c’è ancora molto da fare. Dal 2012 a oggi i vari esecutivi hanno infatti adottato solo 18 dei 53 provvedimenti attuativi. Una realtà che pone l’Italia all’ultimo posto in Europa sui maggiori indicatori relativi alla digitalizzazione, con un divario che sembra destinato a crescere nei prossimi mesi. Nei prossimi sette anni sono disponibili, tuttavia, 1,7 miliardi di euro l’anno per finanziare l’Agenda digitale, sommando i contributi dei fondi a gestione diretta e indiretta. Manca però al momento un piano chiaro e organico delle azioni da realizzare e delle risorse a disposizione, una definizione precisa degli obiettivi, una piena chiarezza sugli interlocutori.
Qualcosa però di buono è stato fatto e a lanciare segnali di ottimismo, in un contesto in generale abbastanza negativista, è stato Elio Catania (Presidente della Confindustria Digitale). “Credo che adesso esista – ha affermato Catania ai microfoni di OipaMagazineTV – una squadra in campo fatta di personalità di primo livello che capiscono di questi argomenti e sanno quello che devono fare”. “Diverso è il tema dell’attuazione – ha proseguito il presidente – di poche cose che sono state individuate e vanno realizzate con una governance che significa responsabilità”. “Sul primo punto mi sento più tranquillo – ha confessato Catania – ma sull’attuazione bisogna passare ai fatti”.

 

GUARDA L’INTERVISTA AL PRESIDENTE ELIO CATANIA

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