Imprese

Crisi, imprese a secco di liquidità: tagli al personale e stipendi in ritardo

Le piccole e medie imprese italiane cercano di resistere strenuamente alla crisi economica. Complice la mancanza di liquidità e il persistente credit crunch, gli imprenditori sono costretti a grandi sforbiciate nei budget destinati ai propri collaboratori. Tagli di personale e di stipendi negli ultimi 12 mesi sono stati all’ordine del giorno. Secondo l’indagine internazionale realizzata sulle piccole e medie imprese da GFK Eurisko per Zurich Insurance Group, nell’ultimo anno circa il 12% delle Pmi italiane ha ridotto il personale mentre il 9% ha dovuto tagliare gli stipendi dei propri collaboratori e il 20% ha ridotto i prezzi per vendere (+24% rispetto allo scorso anno).

busta pagaMa non è tutto. Una ricerca condotta dall’agenzia Adnkronos, le Pmi italiane sono sempre più ritardatarie nel corrispondere lo stipendio ai propri dipendenti. Ancora una volta la mancanza di credito, i prestiti concessi dalle banche che continuano a calare e i mancati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici, sono le principali cause del ritardo delle imprese nel pagare gli stipendi. Più della metà delle piccole e medie imprese non rispetta la scadenza “tradizionale” per il pagamento degli stipendi. A pesare sono la. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos, che ha interpellato oltre mille imprese sul territorio con la collaborazione di diverse associazioni d’impresa. Rispetto alla stessa rilevazione di un anno fa – sottolinea l’indagine –  si registra un incremento di oltre 5 punti percentuali delle imprese che dichiarano di aver pagato più di una mensilità in ritardo rispetto al termine stabilito: sono il 55% contro il 49% di ottobre 2013. E sale anche il numero di imprese che hanno accumulato un ritardo tale da non raggiungere il pagamento di dodici mensilità: sono il 33% delle Pmi ad essere in debito di almeno uno stipendio (erano il 28% l’anno scorso).

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