Imprese

Debiti PA: edilizia in ginocchio, un’impresa su tre ha ridotto numero dipendenti

Edilizia in ginocchio per i ritardi nei pagamenti e i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. Nel primo semestre 2014, l’81% delle imprese edili registra ancora ritardi nei pagamenti della PA. A fronte del mancato pagamento, il 53% delle imprese ha ridotto gli investimenti previsti ed il 36% ha dovuto ridurre il numero dei dipendenti. E’ quanto emerge dagli ultimi dati dell’Ance, evidenziati nel corso di un’audizione alla Camera.

“Nonostante le misure adottate dal governo, i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione continuano a determinare una situazione di estrema sofferenza nel settore delle costruzioni, uno dei settori più colpiti dal fenomeno in Italia”, ha spiegato l’associazione aggiungendo: “Le misure finora adottate dai vari governi hanno avuto effetti positivi, ma ancora troppo limitati, sull’andamento dei ritardi di pagamento”. Secondo le stime dell’Ance, infatti, circa 10 miliardi di euro di ritardati pagamenti, compresi quelli maturati nei primi mesi del 2014, rimangono ancora senza una soluzione ed i tempi medi di pagamento nei lavori pubblici rimangono molto elevati: circa 7 mesi.

Nei giorni scorsi il presidente degli imprenditori edili, Francesco Buzzetti, riferendosi all’operato del governo Renzi, in una nota aveva sottolineato: “Abbiamo apprezzato gli sforzi fatti con la firma del protocollo del Mef ma senza una riforma strutturale del Patto di stabilità c’è poco da fare e con la situazione attuale ci troveremo un nuovo accumulo di arretrati” continua Buzzetti che rispetto ai vincoli europei aggiunge “l’Europa ci ha già detto che i vincoli del Patto di stabilità non possono essere un ostacolo per pagare le imprese. E sono convinto che una soluzione si debba concordare a livello europeo consentendo così di pagare anche le spese per infrastrutture senza necessariamente incorrere in sanzioni”.

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