Economia e Finanza

Bce taglia costo denaro a nuovo minimo storico. Via libera ad acquisto Abs e covered bond

La Banca centrale europea (Bce) ha tagliato i tassi allo 0,05%, abbassandoli dunque dello 0,1% dal precedente 0,15%. Il costo del denaro in Europa tocca così il minimo storico. La decisione è stata presa alla luce delle recenti indicazioni macro che indicano una ripresa economica dell’Eurozona più fragile del previsto e l’inflazione in continua discesa. L’istituto di Francoforte ha proceduto anche al taglio del tasso sui depositi, che passa da -0,1% a -0,2% e per quello marginale che passa allo 0,3% dallo 0,4%.
bceL’istituto centrale ha poi lanciato un programma di acquisto (dovrebbe partire a ottobre) di covered bond e asset backed securities (Abs) per aumentare l’offerta di moneta. Per ora, invece, nessun quantitative easing (l’acquisto di titoli finanziari inclusi i bond governativi). “Inizieremo ad acquistare semplici e trasparenti asset backed securities di attività non finanziarie e acquisteremo inoltre un ampio portafoglio di covered bond denominati in euro emessi da istituzioni finanziare monetarie domiciliate nell’area euro”, ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando che il piano di acquisti avrà un impatto considerevole sul bilancio dell’Istituto centrale. Le decisioni della Bce mirano a “rafforzare ulteriormente il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria e sostenere l’offerta di credito all’economia”. I rischi al ribasso sulla crescita, spiega ancora la Bce, sono legati al fatto che “la perdita dello slancio dell’economia possa pesare sugli investimenti privati, aggravati rischi geopolitici che potrebbero avere un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di imprese e consumatori”. Un altro rischio al ribasso potrebbe poi derivare dalle “insufficienti riforme strutturali nei Paesi della zona euro”. Il numero uno della Bce invita quindi i governi della zona euro ad “adottare politiche fiscali più favorevoli alla crescita” senza dimenticare le riforme che “in alcuni Paesi devono essere ancora varate e in altri implementate”. Infatti, “non c’è nessuno stimolo monetario, o di bilancio, che possa rilanciare la crescita senza forti e decise riforme strutturali”.
Buona la reazione dei mercati. Scende a 138 punti lo spread Btp-Bund, il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni e i corrispettivi titoli tedeschi.
Dopo il taglio del costo del denaro, l’euro è sceso ai minimi da luglio 2013, con il cambio euro-dollaro sotto quota 1,30.

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