Economia e Finanza

Draghi: ripresa lenta, servono più riforme e meno tasse. Bce pronta a misure non convenzionali

La ripresa economica della zona euro procede a ritmo moderato e poco omogeneo tra i vari Paesi. A dirlo è il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, che specifica come i rischi rimangono al ribasso, a causa degli accresciuti rischi geopolitici e delle turbolenze nei Paesi emergenti che si ripercuotono sui mercati finanziari. In particolare a pesare sull’Eurozona è la crisi russo-ucraina, per la quale è ancora troppo presto per valutare le conseguenze, ma che avrà delle ripercussioni soprattutto sull’energia. Il presidente della Bce afferma quindi che l’istituto di Francoforte è determinato a usare anche misure non convenzionali se fosse necessario, draghicome gli Abs (asset-backed securities) e il quantitative easing (alleggerimento quantitativo o facilitazione quantitativa, una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico).
Draghi si è poi soffermato sugli interventi che i Paesi dovranno mettere in campo per favorire la crescita. Nonostante il mercato migliori, spiega il numero uno della Bce, la disoccupazione rimane alta e preoccupa la situazione degli inattivi. Sarà quindi necessario intensificare le riforme strutturali. “I Paesi che hanno fatto programmi convincenti di riforma strutturale – spiega Draghi – stanno andando meglio, molto meglio di quelli che non lo hanno fatto o lo hanno fatto in maniera insufficiente”. I Paesi dell’Eurozona dovranno “cedere sovranità” all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali. Anche l’Italia, se vorrà crescere, avrà bisogno di riforme strutturali e di tasse più basse, perché solo così potrà incentivare gli investimenti privati dei quali ha necessità. Secondo Draghi, la contrazione dell’economia italiana per due trimestri consecutivi dipende, infatti, in modo significativo dal basso livello di investimenti privati. Saranno dunque fondamentali: una maggiore efficienza della burocrazia, riforme del mercato del lavoro, dei prodotti, della concorrenza, della giustizia e menori tasse. Draghi infine ha precisato che i Paesi dell’Eurozona “devono procedere in linea con il Patto di stabilità e non fare marcia indietro sui progressi compiuti sul risanamento fiscale”.

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